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Olbia

Covid, un giorno di attesa prima del ricovero a Olbia

di Walkiria Baldinelli
Covid, un giorno di attesa prima del ricovero a Olbia

La Maddalena, due pazienti parcheggiati al Pronto soccorso del Paolo Merlo Il sindaco Lai scrive all’assessore Nieddu: «Usca da potenziare e collaborazione»

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LA MADDALENA. Due pazienti positivi al Covid-19 e con sintomi sono rimasti “parcheggiati” per più di 24 ore al Pronto Soccorso dell’ospedale Paolo Merlo. Due sono rimasti lì fino a ieri pomeriggio, cioè prima di essere trasferiti al presidio attrezzato di Olbia. Uno era stato ricoverato giovedì, l’altro di mattina. È invece deceduta una delle due persone che da giovedì stazionava nel Pronto soccorso del Paolo Merlo. Si tratta d una donna di 89 anni. I due pazienti in attesa sono stati trasferiti solo dopo 24 ore perché nelle altre strutture ospedaliere specializzate della provincia non c’erano posti disponibili. Insomma, il diniego al ricovero immediato era legato a una questione logistica. Non c’erano posti. Nel già sottodimensionato presidio della Maddalena – al Pronto soccorso non possono essere dirottati nemmeno i pazienti con codice giallo o rosso e non è attivo un reparto speciale Covid. Dunque quanto è accaduto sull’isola è una situazione grave e paradossale considerato sia questo periodo d’emergenza sanitaria, sia le condizioni attuali del Pronto soccorso maddalenino. In caso di eventuali stazionamenti di tre pazienti positivi al Covid il rischio era quello di dover chiudere la struttura.

Il sindaco Fabio Lai ha comunicato alla Regione quanto sta accadendo al Pronto soccorso del Paolo Merlo e ha chiesto una soluzione immediata alla grave situazione sanitaria. Per la prima volta dall’ inizio del suo mandato Lai si è trovato a bussare alla porta della Regione, che tra l’altro è una sua alleata. Ha quindi messo nero su bianco le proposte del Comune indirizzate all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu. Sono due. «Il potenziamento Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) – scrive Lai –, tramite l’assegnazione di altri medici e infermieri per poter incrementare l’assistenza di chi si trova in isolamento a casa. Evitando il sovraffollamento ospedaliero, in particolare del Pronto soccorso che già soffre di una grave carenza di personale medico e paramedico, insufficiente anche per le patologie ordinarie». La seconda proposta riguarda il trasferimento dei pazienti positivi al Covid-19. «Considerata la situazione di limitata disponibilità del personale – afferma Lai –, è indispensabile che i pazienti positivi vengano presi in carico e trasportati direttamente dalle strutture attrezzate con propri mezzi e personale. Circostanza che in questo momento costituisce per il nostro Pronto soccorso un punto nodale per fronteggiare le situazioni di emergenza e urgenza clinica e assistenziale, attuando tutti i provvedimenti salvavita». Conclude Lai: «È un momento complesso per tutti. Non solo per i comuni, ma anche per l’Ats. Bisogna collaborate nell’unico interesse dei pazienti».

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