«Sistema sanitario, servono azioni concrete»
Presidio di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Gallura davanti all’ospedale Giovanni Paolo II
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OLBIA. «Il sistema sanitario regionale rischia di non riuscire a tenere sotto controllo l'emergenza, servono azioni straordinarie. Per sostenere i servizi e il grande impegno che tutti gli operatori stanno mostrando. Assunzioni, sicurezza e contratti sono le priorità. Così lanciamo la mobilitazione per evitare che ospedali e aziende sanitarie, primo argine contro la pandemia entrino a loro volta in stato di emergenza». Lo scrivono la Fp Cgil, la Cisl Fp e la Uil Fpl della Gallura che ieri hanno organizzato un presidio di fronte all’ospedale Giovanni Paolo II nell’ambito della mobilitazione nazionale per la sanità. «Non è sufficiente – spiegano i sindacati – che la maggior parte delle assunzioni finora fatte sia a tempo determinato. Servono ancora sforzi straordinari per assumere medici, infermieri, operatori socio sanitari, oltre a tutti i profili tecnici, sanitari e amministrativi che sono sotto organico. Sul versante infermieristico va detto che il numero delle assunzioni deve essere incrementato».
Il sistema sanitario va sostenuto – sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – «per fronteggiare i prossimi mesi, con l'epidemia in corso e la concomitanza con la stagione influenzale: aspettiamo che seguano presto azioni concrete».
Le assunzioni e il rafforzamento della sicurezza – dicono ancora i sindacati – servono anche per arginare il rischio di aumento dei contagi tra gli operatori sanitari: «Chiediamo l'impegno a effettuare tamponi ogni 15 giorni a tutto il personale del servizio sanitario regionale, sia pubblico che privato. Chiediamo di estendere la prevenzione a tutto il personale, anche non sanitario, come ad esempio i servizi pulizia o ristorazione, che opera negli ospedali. Attenzione poi a evitare che si arrivi a dotazioni insufficienti di dispositivi di protezione individuale e a colmare le carenze di formazione specifica sulla sicurezza».
Ancora: i sindacati chiedono «la riorganizzazione dei pronto soccorso, dei percorsi di cura e dei reparti, senza promiscuità nel trattamento dei pazienti Covid e non-Covid, e che si mantengano all’interno del settore pubblico le cure ordinarie, non trasformando l’intero sistema ospedaliero in rete Covid, spostando sul privato le altre prestazioni». I sindacati, infine, ricordano che i contratti della sanità pubblica sono scaduti già da tre anni.
Il sistema sanitario va sostenuto – sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – «per fronteggiare i prossimi mesi, con l'epidemia in corso e la concomitanza con la stagione influenzale: aspettiamo che seguano presto azioni concrete».
Le assunzioni e il rafforzamento della sicurezza – dicono ancora i sindacati – servono anche per arginare il rischio di aumento dei contagi tra gli operatori sanitari: «Chiediamo l'impegno a effettuare tamponi ogni 15 giorni a tutto il personale del servizio sanitario regionale, sia pubblico che privato. Chiediamo di estendere la prevenzione a tutto il personale, anche non sanitario, come ad esempio i servizi pulizia o ristorazione, che opera negli ospedali. Attenzione poi a evitare che si arrivi a dotazioni insufficienti di dispositivi di protezione individuale e a colmare le carenze di formazione specifica sulla sicurezza».
Ancora: i sindacati chiedono «la riorganizzazione dei pronto soccorso, dei percorsi di cura e dei reparti, senza promiscuità nel trattamento dei pazienti Covid e non-Covid, e che si mantengano all’interno del settore pubblico le cure ordinarie, non trasformando l’intero sistema ospedaliero in rete Covid, spostando sul privato le altre prestazioni». I sindacati, infine, ricordano che i contratti della sanità pubblica sono scaduti già da tre anni.
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