«Aeroporto, attendiamo il nuovo cambio di rotta»

I sindacati sono pronti al confronto, presto il piano industriale del fondo F2i Pochi voli (solo quelli in continuità) e orari ridotti per i 230 dipendenti Geasar

OLBIA. Inchiodati sulla pista da una pandemia che ha stritolato il traffico aereo mondiale. Una perdita di passeggeri che ormai supera i 2 milioni rispetto al dato record dei quasi 3 milioni di arrivi del 2019. L’aeroporto di Olbia attende la pronuncia dell’Antitrust, dai più considerata quasi una formalità, per aprire il nuovo ciclo targato F2i. Il fondo infrastrutturale, che ha acquisito la quota di maggioranza della Geasar, la storica società di gestione dello scalo “Costa Smeralda”, dovrà affrontare una situazione difficile. I sindacati vigilano e attendono un confronto per il nuovo piano industriale. Da qualche settimana è stata riattivata la cassa integrazione a rotazione per i 230 dipendenti di Geasar, riferita al settore “Aviation”. L’accordo, firmato a marzo, prevedeva l’applicazione della Cigs a rotazione per 12 mesi.

La Uil.«La cassa integrazione scadrà il prossimo 30 marzo, ma è stata sospesa grazie alla ripresa dell’operatività dell’aeroporto dal 20 giugno e fino a tutto ottobre – spiega Elisabetta Manca, segretaria della Uil Trasporti del nord Sardegna -. Lo scalo di Olbia, oltre i 230 dipendenti, ha richiamato in estate anche i circa 130 stagionali per tre mesi, lavoratori che arrivano anche a un’anzianità di servizio di 20 anni». Segnali positivi che si scontrano con la ripresa del Covid e mesi invernali che riducono al lumicino l’operatività dell’aeroporto. Volotea ed EasyJet hanno sospeso i voli. Restano i pochi decolli di Alitalia in regime di continuità territoriale. «Il Governo non ha messo un solo euro per aiutare gli aeroporti - prosegue la Manca -. Non dimentichiamo che ci sono dei costi fissi per rimanere aperti, con il traffico aereo ridotto all’osso. Aspettiamo di conoscere il piano industriale della nuova proprietà. La Geasar è un’azienda sana, grazie alla qualità del servizio dimostrata dal prestigio dei migliori vettori europei che ogni anno scelgono di volare su Olbia».

La Cisl. «La situazione mondiale è preoccupante, la crisi degli aeroporti conclamata e a questo si aggiunge un ulteriore problema per i lavoratori: il fondo di solidarietà del trasporto aereo non arriva, dal momento che l’Inps non paga l’integrazione - dice Gianluca Langiu, segretario della Cisl Trasporti Gallura -. La Geasar sta anticipando ai lavoratori l’assegno ordinario, ma senza l’integrazione viene a mancare una voce importante per il reddito dei dipendenti. Anche per questo abbiamo inviato una richiesta di incontro all’assessore regionale ai Trasporti». La pandemia sta incidendo pesantemente sui conti economici delle società di gestione. «L’aeroporto di Olbia potrebbe perdere quest’anno circa l’80% del traffico rispetto al 2019 – sottolinea Langiu -. Un profondo rosso che rende necessario l’intervento pubblico, per scongiurare ripercussioni dal punto di vista occupazionale».

La Cgil. «I dipendenti dell’aeroporto hanno l’orario ridotto, lavorano anche per sole due ore e mezza al giorno. E la formazione in presenza è stata sospesa – conferma Sergio Prontu, segretario della Filt Cgil -. Le altre ore vengono compensate con la cassa integrazione anticipata dall’azienda. Il futuro lo avremmo voluto diverso, con Airitaly ancora in volo e con la Geasar protagonista di un piano di integrazione tra i tre aeroporti sardi. F2i è un grande fondo infrastrutturale. Andiamo avanti e guardiamo già da ora al dopo Covid in un mondo che viaggerà diversamente, visto il cambio di rotta imposto dalle nuove esigenze dei passeggeri».

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