La Nuova Sardegna

Olbia

Covid, don Tamponi: «A Olbia la bomba della povertà esploderà questo Natale»

Stefania Puorro
Covid, don Tamponi: «A Olbia la bomba della povertà esploderà questo Natale»

«Soltanto in città abbiamo già pagato 180mila euro per bollette e affitti arretrati»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Nella lunga fila di contenitori, allineati su una mensola dell’ufficio di don Antonio Tamponi, ci sono centinaia di cartelle. In ognuna, quelle che in apparenza sembrano fredde cifre sono invece la fotografia del dolore e della sofferenza di un singolo cittadino o di una famiglia intera. Ci sono i conti delle bollette non pagate, degli affitti arretrati. Che la Diocesi di Tempio Ampurias, attraverso la Caritas, provvede a saldare grazie ai soldi che riesce a mettere insieme. Frutto della cooperazione con pubblica amministrazione, associazioni, enti, fondazioni e aziende.

E’ solo una briciola di tanta miseria, causata dalla forza distruttiva della pandemia che ha trascinato nell’incubo un’infinità di persone: sono i nuovi poveri, nati con il Coronavirus, che sino a pochi mesi fa vivevano discretamente, avevano un buon lavoro e non avevano debiti. Se non la rata del mutuo, chiesto in un momento in cui ci si poteva permetterlo di pagarlo. Persone che oggi sono costrette ad aggrapparsi alla Caritas o ad altre associazioni per avere un pacco di spesa. «La situazione è drammatica, i numeri da brivido. E il peggio deve ancora arrivare perché la bomba della povertà esploderà a Natale».

Parole che don Antonio Tamponi, parroco della basilica di San Simplicio e delegato vescovile della carità nella città di Olbia, non avrebbe mai voluto pronunciare. Ma non può non fare i conti con quella che è diventata una realtà che fa paura. «La gente è spaventata, malata e povera. Sono migliaia le famiglie che, solo a Olbia, vengono aiutate. Non si possono quantificare con esattezza le povertà estreme ma si può dire con certezza che il 30 per cento della popolazione è povera. Ed è per questo che potenzieremo ancora la fondazione antiusura: c’è bisogno di prestiti senza interessi».

Ma nel frattempo quello che serve è l’aiuto quotidiano, un pasto caldo, un pacco con la spesa per la settimana. «Solo la Cittadella della Carità ha quintuplicato la distribuzione di pacchi che ora, in un mese, arrivano a più di duemila. Il quadro, però, è molto più complesso: da quando è cominciata l’emergenza sanitaria, solo a Olbia abbiamo pagato 181mila euro per bollette e affitti - racconta don Antonio Tamponi -. I primi 48mila sono arrivati dalla Protezione civile, 30mila dai Servizi Sociali del Comune e il resto dalle donazioni fatte alla Chiesa».

Il sacerdote parla anche di un boom negativo di “povertà sanitaria”. «Il trenta per cento delle persone a cui diamo aiuti e assistenza ha attacchi di panico, vive nella paura, non si avvicina nemmeno a un ospedale o non esce di casa neppure per andare a comprare il pane. Anche per questo, abbiamo organizzato l’iniziativa dei tamponi solidali. Tutti coloro già sottoposti al test e per i quali abbiamo speso finora 1900 euro non avrebbero potuto permettersi di pagare l’esame. E così abbiamo trovato un medico, autorizzato a farlo, perché possa sottoporre a tampone, in isolamento totale, chi vive tra ansia, terrore e psicosi. Ecco perché la Caritas sta portando avanti un progetto sul trauma da Covid 19: un vero e proprio percorso di recupero psicologico ed emotivo subito con la malattia o per la paura di contrarre la malattia».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative