Lavoro pronto per i diplomati del Pes
di Giuseppe Pulina
Tempi più corti per ottenere il primo impiego, raddoppia l’indice di occupazione
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TEMPIO. C’è chi all’università sceglie di andarci, anche se la prospettiva di accorciare i tempi per avere il primo lavoro è diventata più incoraggiante. Lo dice Eduscopio, l’istituto di ricerca della Fondazione Agnelli che cura ogni anno la pubblicazione di un report che fotografa l’efficacia formativa delle scuole italiane, stabilendo quanti studenti vanno avanti nel percorso universitario e quanti, invece, riescono a trovare una prima occupazione.
La notizia che interessa l’Istituto “Pes” ha proprio a che fare con questo secondo livello della ricerca: i tempi di attesa per vedere concretizzata la ricerca del lavoro da parte dei neodiplomati sembrano, infatti, essersi sensibilmente accorciati. Una bella notizia che va esaminata più dettagliatamente attraverso i numeri.
Questi dicono, ad esempio, che l’ indice di occupazione dei diplomati è salito al 46%, il doppio di quello dell’anno precedente che era pari al 23%. Per trovare un primo lavoro “significativo” (così gli esperti di Eduscopio definiscono un impiego che dura almeno un mese) sono 291 i giorni di attesa, e non più 436 come aveva fatto registrare il report dello scorso anno.
Sono dati che la Ds del “Pes”, Francesca Spampani, commenta positivamente. «I dati di Eduscopio sono accolti dalla comunità scolastica con viva soddisfazione in quanto gli indici rivelano un miglioramento in termini di resa occupazionale dell’indirizzo di settore economico. Da anni l’istituto è impegnato in un percorso di orientamento in entrata e in uscita rivolto all’utenza e finalizzato a dimostrare le opportunità lavorative di un titolo di studio che da alcuni anni appare penalizzato dalle scelte di studenti e famiglie dettate dalle odierne contingenze socioeconomiche. Il ringraziamento va a quanti fra dirigenti e docenti che mi hanno preceduto negli anni continuano a credere nelle potenzialità dell’istruzione tecnica».
Un dato sul quale si potrebbe lavorare potrebbe essere quello relativo alla coerenza tra il lavoro e il titolo di studio conseguito. Secondo Eduscopio, a trovare un lavoro in linea con la struttura del curricolo sarebbe uno studente su dieci. Il fatto che gli altri nove abbiano scelto impieghi diversi potrebbe essere però un indice di intraprendenza e della duttilità del curricolo nei confronti dei bisogni reali del mercato del lavoro.
La notizia che interessa l’Istituto “Pes” ha proprio a che fare con questo secondo livello della ricerca: i tempi di attesa per vedere concretizzata la ricerca del lavoro da parte dei neodiplomati sembrano, infatti, essersi sensibilmente accorciati. Una bella notizia che va esaminata più dettagliatamente attraverso i numeri.
Questi dicono, ad esempio, che l’ indice di occupazione dei diplomati è salito al 46%, il doppio di quello dell’anno precedente che era pari al 23%. Per trovare un primo lavoro “significativo” (così gli esperti di Eduscopio definiscono un impiego che dura almeno un mese) sono 291 i giorni di attesa, e non più 436 come aveva fatto registrare il report dello scorso anno.
Sono dati che la Ds del “Pes”, Francesca Spampani, commenta positivamente. «I dati di Eduscopio sono accolti dalla comunità scolastica con viva soddisfazione in quanto gli indici rivelano un miglioramento in termini di resa occupazionale dell’indirizzo di settore economico. Da anni l’istituto è impegnato in un percorso di orientamento in entrata e in uscita rivolto all’utenza e finalizzato a dimostrare le opportunità lavorative di un titolo di studio che da alcuni anni appare penalizzato dalle scelte di studenti e famiglie dettate dalle odierne contingenze socioeconomiche. Il ringraziamento va a quanti fra dirigenti e docenti che mi hanno preceduto negli anni continuano a credere nelle potenzialità dell’istruzione tecnica».
Un dato sul quale si potrebbe lavorare potrebbe essere quello relativo alla coerenza tra il lavoro e il titolo di studio conseguito. Secondo Eduscopio, a trovare un lavoro in linea con la struttura del curricolo sarebbe uno studente su dieci. Il fatto che gli altri nove abbiano scelto impieghi diversi potrebbe essere però un indice di intraprendenza e della duttilità del curricolo nei confronti dei bisogni reali del mercato del lavoro.
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