Quattro anni per 4 etti di cocaina nella lavatrice
Condannato il 35enne olbiese arrestato dalla polizia. Moglie assolta per non aver commesso il fatto
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OLBIA. Un anno di reclusione per ogni etto di cocaina scoperto dagli agenti del commissariato di Olbia ben nascosto all’interno della lavatrice nella sua abitazione. Quattro anni: è la condanna inflitta ieri a Francesco Pignalosa, 35enne, nel processo che si è tenuto in abbreviato al Tribunale di Tempio. Assolta per non aver commesso il fatto, invece, la moglie Simona Luzzi, 29 anni.
La sentenza nei confronti dei due coniugi, difesi rispettivamente dagli avvocati Angelo Merlini e Mario Perticarà, è stata pronunciata dal giudice Marcella Pinna.
Gli agenti del commissariato, coordinati dal dirigente Fabio Scanu e dal commissario Lino Collu, tenevano sotto osservazione da tempo Francesco Pignalosa.
A metà ottobre lo hanno bloccato davanti al portone della sua abitazione. Prima hanno perquisito la sua auto e lì hanno trovato 7500 euro, quindi sono saliti nell’appartamento dove è proseguita la perquisizione e dove, all’interno della lavatrice, i poliziotti hanno trovato ben confezionato un involucro contenente quasi 400 grammi di cocaina solida destinata allo spaccio. L’uomo ha poi consegnato spontaneamente agli agenti altra droga che era stata nascosta all’interno dei mobili, una ventina di grammi in tutto tra hascisc e marijuana. Così per il 35enne e per la moglie sono scattate le manette. Portato davanti al giudice per la conferma dell’arresto, l’uomo si è assunto tutta la responsabilità, per la droga e per i soldi.
Il pubblico ministero Laura Bassani ha chiesto il carcere per entrambi. Il giudice, tuttavia, aveva disposto la reclusione per il marito e scarcerato, con obbligo di firma, la moglie.
Ieri, è arrivata la sentenza: il giudice ha creduto all’uomo che si è assunto la responsabilità e lo ha condannato mentre la moglie è stata assolta con formula ampia. (r.o)
La sentenza nei confronti dei due coniugi, difesi rispettivamente dagli avvocati Angelo Merlini e Mario Perticarà, è stata pronunciata dal giudice Marcella Pinna.
Gli agenti del commissariato, coordinati dal dirigente Fabio Scanu e dal commissario Lino Collu, tenevano sotto osservazione da tempo Francesco Pignalosa.
A metà ottobre lo hanno bloccato davanti al portone della sua abitazione. Prima hanno perquisito la sua auto e lì hanno trovato 7500 euro, quindi sono saliti nell’appartamento dove è proseguita la perquisizione e dove, all’interno della lavatrice, i poliziotti hanno trovato ben confezionato un involucro contenente quasi 400 grammi di cocaina solida destinata allo spaccio. L’uomo ha poi consegnato spontaneamente agli agenti altra droga che era stata nascosta all’interno dei mobili, una ventina di grammi in tutto tra hascisc e marijuana. Così per il 35enne e per la moglie sono scattate le manette. Portato davanti al giudice per la conferma dell’arresto, l’uomo si è assunto tutta la responsabilità, per la droga e per i soldi.
Il pubblico ministero Laura Bassani ha chiesto il carcere per entrambi. Il giudice, tuttavia, aveva disposto la reclusione per il marito e scarcerato, con obbligo di firma, la moglie.
Ieri, è arrivata la sentenza: il giudice ha creduto all’uomo che si è assunto la responsabilità e lo ha condannato mentre la moglie è stata assolta con formula ampia. (r.o)
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