«Si ricorra al reddito d’emergenza»
L’assessora Simonetta Lai: «Non tutti i Caf applicano la normativa: inaccettabile»
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OLBIA. Accanto ai numeri certi su quello che è un devastante quadro della povertà, c’è anche il sommerso. «Olbia ha una popolazione che, se si contano i non residenti, arriva a toccare quota 80mila - sottolinea don Antonio Tamponi -. Ed è così difficile capire quante persone abbiano davvero necessità di aiuto. In un paese piccolo, un sacerdote sa tutto di tutti. E sa già in partenza quali sono le famiglie in difficoltà. In una città come Olbia l’antenna della povertà è solo la rete, quindi la collaborazione e il lavoro che si fa con associazioni e istituzioni. Con il Comune, e in particolare con l’assessora Simonetta Lai, la sinergia è totale». «Ho trovato in don Antonio Tamponi un appoggio sicuro e importante - dice subito l’assessora Lai - e stiamo operando senza tregua. Sono circa 8000 le persone che si rivolgono ai Servizi Sociali, poi ci sono tutte quelle che fanno affidamento sulle varie associazioni. Sono stati 4800 coloro a cui è stato dato il bonus 800, mentre 450 hanno ottenuto un contributo grazie ai fondi della Protezione civile. 1300 i pacchi della “spesa solidale” consegnati da aprile. Ma il vero problema non è mettere da parte i viveri, la grave emergenza sono le locazioni e le bollette. Che a volte si accumulano ed è difficile trovare i soldi per pagarle tutte».
I nuovi poveri, come spiega la Lai, «sono quelli il cui reddito è legato all’Isee del 2018 e nel 2021 il riferimento sarà al 2019. Questo è un altro enorme ostacolo. Eppure c’è la possibilità di chiedere l’Isee corrente (reddito d’emergenza) per dimostrare una situazione lavorativa cambiata a causa del Covid. Ma non tutti i Caf rispettano la normativa».
La lotta che Simonetta Lai e don Antonio Tamponi stanno portando avanti insieme con la rete, è anche quella contro la vergogna. «Alle persone che non hanno il coraggio di farsi avanti, diciamo di non aver timore - prosegue l’assessora -: non chiedete aiuti sbagliati a terzi. Nello stesso tempo dico e spero che non eliminino il diritto di cittadinanza. Non c’è lavoro e l’80% delle persone che bussa alla mia porta cerca un’occupazione. Senza il reddito di cittadinanza, che per i Servizi Sociali rappresenta una boccata d’ossigeno, le nostre difficoltà sarebbero ancora più grandi». (s.p.)
I nuovi poveri, come spiega la Lai, «sono quelli il cui reddito è legato all’Isee del 2018 e nel 2021 il riferimento sarà al 2019. Questo è un altro enorme ostacolo. Eppure c’è la possibilità di chiedere l’Isee corrente (reddito d’emergenza) per dimostrare una situazione lavorativa cambiata a causa del Covid. Ma non tutti i Caf rispettano la normativa».
La lotta che Simonetta Lai e don Antonio Tamponi stanno portando avanti insieme con la rete, è anche quella contro la vergogna. «Alle persone che non hanno il coraggio di farsi avanti, diciamo di non aver timore - prosegue l’assessora -: non chiedete aiuti sbagliati a terzi. Nello stesso tempo dico e spero che non eliminino il diritto di cittadinanza. Non c’è lavoro e l’80% delle persone che bussa alla mia porta cerca un’occupazione. Senza il reddito di cittadinanza, che per i Servizi Sociali rappresenta una boccata d’ossigeno, le nostre difficoltà sarebbero ancora più grandi». (s.p.)
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