Nizzi: «Città più sicura» Ma non c’è ancora il Piano
di Serena Lullia
Il sindaco annuncia gli imminenti lavori di demolizione di alcuni ponti pericolosi «Ora la Regione bocci il progetto Mancini. La nostra soluzione pronta in sei mesi»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. La Regione amica non è bastata a far naufragare il Piano Mancini e a far virare la messa in sicurezza della città sulla rotta del Piano Technital-Nizzi. Il settimo anniversario dell’alluvione trova Olbia ancora in attesa di un piano di mitigazione del rischio idraulico. Quello ereditato dalla giunta Giovannelli, a un passo dalla gara di appalto, è prigioniero di una guerra politica che dal municipio olbiese ha traslocato nel palazzo cagliaritano. Ma il sindaco Settimo Nizzi, che sulla fine del Piano Mancini ha vinto le elezioni quattro anni fa, resta fiducioso. Il progetto contro il quale guidò la crociata popolare – quattro vasche di laminazione e l’allargamento di alcuni canali – è in bilico tra il sì dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici che vuole mandarlo in appalto e il no dell’Ambiente che intende bocciarlo. «Sono in continuo contatto con la Regione e più di una volta ho sollecitato la conclusione dell’iter – commenta Nizzi –. Sono fiducioso».
Sicurezza. Il primo cittadino fa il punto sulla situazione della città 7 anni dopo il ciclone Cleopatra e 4 anni e mezzo dopo la sua elezione. «Dice falsità chi afferma che Olbia sia nella stessa situazione del 2013 – afferma –. È molto più sicura. Abbiamo un piano di Protezione civile di altissimo livello che aggiorneremo nel prossimo Consiglio. C’ è una consolidata preparazione nell’affrontare situazioni di emergenza. Se si dovesse verificare, Dio non voglia, un evento eccezionale come nel 2013, siamo in condizione di mettere al sicuro le vite dei nostri concittadini. Sulla sicurezza questi anni abbiamo fatto la nostra parte».
Opere incongrue. Propedeutici al progetto anti-alluvione, sia il Mancini o il Technital, sono gli interventi di demolizione delle cosiddette opere incongrue. Ponti o canali tombati che impediscono il deflusso dell’acqua. Dopo la demolizione della bretella del Nespoli e del ponte di via Vittorio Veneto, le benne sono andate in letargo. «Ma non siamo rimasti con le mani in mano – chiarisce Nizzi –. Sono interventi con lunghi iter per le autorizzazioni. Siamo in avanzato stato di realizzazione delle gare». Per la demolizione del ponte di via Petta, sul rio san Nicola, opera da 900mila euro, la gara è stata già appaltata. Pubblicata quella per il ponte di via Figoni. «A breve sarà pubblicata anche quella per il ponte di via Roma – sottolinea Nizzi –. L’abbiamo lasciata all’ultimo perché collegata all’allargamento dei canali. Per via Vittorio Veneto abbiamo tutte le autorizzazioni. Intanto abbiamo appaltato diversi lavori per rifare la rete delle acque bianche in zona Baratta. E presentato una richiesta di finanziamento alla Regione per intervenire sulle traverse di viale Aldo Moro». Sul futuro del Piano Mancini Nizzi usa cautela. «È nelle mani della Regione. La mia posizione è nota: dal punto di vista ambientale sarebbe un disastro. Il piano Technital è uno studio di fattibilità di dettaglio. In sei mesi siamo in grado di fare progetto definitivo ed esecutivo». Il sindaco ribadisce anche che i 150 milioni di euro stanziati dallo Stato non verranno persi. «Sono risorse stanziate non per il piano Mancini ma per la messa in sicurezza di Olbia».
Sicurezza. Il primo cittadino fa il punto sulla situazione della città 7 anni dopo il ciclone Cleopatra e 4 anni e mezzo dopo la sua elezione. «Dice falsità chi afferma che Olbia sia nella stessa situazione del 2013 – afferma –. È molto più sicura. Abbiamo un piano di Protezione civile di altissimo livello che aggiorneremo nel prossimo Consiglio. C’ è una consolidata preparazione nell’affrontare situazioni di emergenza. Se si dovesse verificare, Dio non voglia, un evento eccezionale come nel 2013, siamo in condizione di mettere al sicuro le vite dei nostri concittadini. Sulla sicurezza questi anni abbiamo fatto la nostra parte».
Opere incongrue. Propedeutici al progetto anti-alluvione, sia il Mancini o il Technital, sono gli interventi di demolizione delle cosiddette opere incongrue. Ponti o canali tombati che impediscono il deflusso dell’acqua. Dopo la demolizione della bretella del Nespoli e del ponte di via Vittorio Veneto, le benne sono andate in letargo. «Ma non siamo rimasti con le mani in mano – chiarisce Nizzi –. Sono interventi con lunghi iter per le autorizzazioni. Siamo in avanzato stato di realizzazione delle gare». Per la demolizione del ponte di via Petta, sul rio san Nicola, opera da 900mila euro, la gara è stata già appaltata. Pubblicata quella per il ponte di via Figoni. «A breve sarà pubblicata anche quella per il ponte di via Roma – sottolinea Nizzi –. L’abbiamo lasciata all’ultimo perché collegata all’allargamento dei canali. Per via Vittorio Veneto abbiamo tutte le autorizzazioni. Intanto abbiamo appaltato diversi lavori per rifare la rete delle acque bianche in zona Baratta. E presentato una richiesta di finanziamento alla Regione per intervenire sulle traverse di viale Aldo Moro». Sul futuro del Piano Mancini Nizzi usa cautela. «È nelle mani della Regione. La mia posizione è nota: dal punto di vista ambientale sarebbe un disastro. Il piano Technital è uno studio di fattibilità di dettaglio. In sei mesi siamo in grado di fare progetto definitivo ed esecutivo». Il sindaco ribadisce anche che i 150 milioni di euro stanziati dallo Stato non verranno persi. «Sono risorse stanziate non per il piano Mancini ma per la messa in sicurezza di Olbia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
