Sei le vittime della furia dell’acqua, tra loro anche due bambini
18 novembre 2013, una data scolpita nella memoria e nel cuore di Olbia. Il cielo grigio, le nuvole basse, cariche di acqua sin dal mattino. E poi la pioggia violenta, incessante, che nel pomeriggio...
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18 novembre 2013, una data scolpita nella memoria e nel cuore di Olbia. Il cielo grigio, le nuvole basse, cariche di acqua sin dal mattino. E poi la pioggia violenta, incessante, che nel pomeriggio gonfia i canali e trasforma placidi rii in fiumi dalla forza devastante. La comunità sotto choc assiste inerme al ciclone Cleopatra. Nessuno sa come comportarsi di fronte a un evento di quel tipo. L’onda di acqua, fango e detriti trova la gente per strada, a piedi o in auto. Trova i cittadini nelle loro case mentre stanno cercando di mettere al sicuro le loro proprietà e i ricordi della vita. Nelle cantine finite per prima sott’acqua. Nei letti dove la malattia li ha inchiodati. Quel giorno l’alluvione si prese sei vite a Olbia (13 in Gallura, 19 in Sardegna): Anna Ragnedda, Francesco Mazzoccu e il piccolo Enrico, Patrizia Corona con la figlioletta Morgana e Maria Massa.
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