Candele e fiori al posto della fiaccolata impedita dalle norme anti-Covid
Le luci delle fiaccole, accese da centinaia di persone strette in un religioso silenzio, attraversavano le vie del fango nel buio della sera. Gli olbiesi, ogni 18 novembre, ricordavano così i morti e...
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Le luci delle fiaccole, accese da centinaia di persone strette in un religioso silenzio, attraversavano le vie del fango nel buio della sera. Gli olbiesi, ogni 18 novembre, ricordavano così i morti e il disastro dell’alluvione del 2013. Ieri, per le norme anti Covid, le zone alluvionate della città non sono state percorse da fiaccolate. Sui davanzali delle case, però, sono state accese delle candele. Olbia non dimentica chi, sette anni fa, in mezzo al fango ci ha lasciato la vita: «Il 18 novembre – scrive su Facebook il Movimento giovani Sardegna, che ogni anno promuove la fiaccolata – è sinonimo di rabbia, delusione, paura, tristezza, ma anche di città unita. Quest'anno, data la situazione che stiamo vivendo, dovremmo adottare un altro modo per dimostrare questa unità . Nel rispetto per ciò che sta accadendo, non sarà possibile fare la fiaccolata, perciò accenderemo una candela sui davanzali per ricordare le vittime dell'alluvione e rinnovare i ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno aiutato in quei giorni. Sappiamo di non dovervi ricordare questa data, né di dovervi dire come commemorarla, ma è così che noi ricorderemo questa giornata, tristemente importante per la nostra città». (d.b.)
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