Olbia, l’Università con vista sul mare
Ristrutturati e arredati i primi capannoni dell’ex area Sep: ospiteranno il campus degli studenti
OLBIA. Il futuro ha il profumo della vernice fresca. Le aule e le camere sono state già arredate con sedie, cattedre, cucine e letti a castello, mentre nella zona esterna una gettata di cemento, circondata da lecci appena piantati, dà forma a quello che diventerà un campo da basket.
L’idea è infatti proprio quella del campus in stile anglosassone: buona parte dell’ex area Sep, passata nelle mani dell’Area marina protetta di Tavolara, si prepara così a diventare la sede dell’università del mare. E dopo i primi 700mila euro che hanno permesso di chiudere la prima fase di ristrutturazione, l’Amp adesso ne ottiene ulteriori 300mila per rimettere a nuovo un altro capannone. «Qui potranno essere organizzati anche eventi e iniziative per tutta la comunità» spiega Augusto Navone, direttore dell’Amp.
Nuovi soldi. In base a un accordo tra l’Università di Sassari e l’Area marina, a Olbia sarà avviato un corso di laurea specialistica in Gestione e tutela dell’ambiente e del territorio marino. Per questo l’Amp aveva ottenuto, nel 2017 dalla Regione, un finanziamento di 700mila euro per ristrutturare alcuni capannoni dell’ex area Sep, cioè il vecchio servizio escavazione porti che si trova sull’insenatura di Porto Romano, in via dei Lidi. Stabili inutilizzati che erano stati consegnati dalla Direzione marittima e che sono stati poi ripensati per ospitare un centro formativo e una eco-foresteria del mare, su progetto dell’architetto Antonello Spano.
Ma adesso, sempre dalla Regione, sono arrivati ulteriori 300mila euro da utilizzare per ristrutturare un altro caseggiato, concesso dalla Port authority. In tutto, l’Amp ha in mano quattro dei nove edifici dell’ex area Sep. «Apprezzo l’iniziativa dell’assessorato regionale all’Ambiente. E ringrazio l’assessore Gianni Lampis e il capo di gabinetto Emanuele Beccu» dice Alessandro Casella, presidente del consorzio di gestione dell’Amp. Tra le altre cose l’Area marina ha ottenuto 250mila euro dal ministero dell’Ambiente per l’efficientamento energetico di tutti gli edifici.
Il campus. In attesa di impiegare i 300mila euro appena arrivati, l’Amp ha già utilizzato i primi 700mila per ristrutturare due grandi capannoni e riqualificare l’area esterna. Cominciati a luglio, i lavori sono stati già terminati. E il risultato è di tutto rispetto. In soli quattro mesi sono stati riqualificati due stabili, creati i sottoservizi e riqualificati gli spazi esterni, con nuove piantumazioni, campo da basket e panchine. Arrivati anche gli arredi, come sedie e cattedre per l’aula didattica e letti a castello con armadi per la foresteria dedicata a studenti e ricercatori. «Siamo soddisfatti per aver realizzato gli interventi in così poco tempo, per aver acquisito ulteriori risorse e per aver recuperato uno spazio nobile finora inutilizzato – dice Navone –. Un ringraziamento particolare va all’impresa Bpa energia, al Rup Davide Molinari e al direttore del lavori Diego CIceri».
Il futuro. Il campus, che contribuisce a riqualificare ulteriormente l’insenatura di Porto Romano, fino a qualche anno fa in stato di abbandono, ospiterà quindi le attività accademiche nell’ambito del piano generale che punta a fare di Olbia una città universitaria con più corsi e più sedi, dal centro storico a via dei Lidi. «Nell’attesa dell’operatività del consorzio UniOlbia, i locali ristrutturati verranno utilizzati, Covid permettendo, per attività di educazione all’ambiente e alla sostenibilità dell’Area marina», assicura Navone.
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