«Assunzioni non prove di guida»

Attacco di Boeddu (Filt Cgil) all’Anas dopo il test sulla Sassari-Olbia: urgente aumentare l’organico

OLBIA. A 130 all’ora sulla Sassari-Olbia guidando senza mani. Le prove di guida autonoma organizzate sulla strada, ancora chiusa al traffico, tra Monti e Berchidda, non emozionano più di tanto la Cgil. Assunzioni per il presente, piuttosto che prove per il futuro. Le strade sarde hanno bisogno di questo, secondo Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil. Le critiche vengono rivolte direttamente all’Anas, che insieme a VisLab Ambarella ha organizzato pochi giorni fa il primo esperimento di guida autonoma sulla statale 199, su un tratto di sette chilometri di prossima apertura al traffico. Una parte del progetto di “smart mobility” di Anas che parte dalla realizzazione delle “smart road”, perché la guida autonoma ha bisogno di infrastrutture tecnologicamente avanzate.

L’attacco della Cgil. «L’Anas in Sardegna viaggia a due velocità – spiega Boeddu –. Una velocità proietta spedita l’Anas nel futuro, l’altra purtroppo va esattamente nella direzione opposta: condanna i cittadini sardi ad una condizione di arretratezza viaria, una mancata spendita delle risorse a disposizione, continui ritardi sul termine dei lavori iniziati più volte e mai portati a conclusione». Per la Cgil esiste una cronica carenza di organico i cui numeri hanno da tempo superato la soglia di guardia. Questione fondamentale da superare prima dell’inizio della stagione invernale.

Assunzioni. «Non sarà più sufficiente sottoscrivere annualmente accordi in deroga sul numero massimo delle ore di straordinario effettuabili, perché la cronica carenza di organico è andata ben oltre i livelli di guardia – sottolinea Boeddu -. Non è più rinviabile la sottoscrizione di un accordo che preveda l’immediato ingresso di 150 unità lavorative, atte a garantire sicurezza e pronto intervento, sia in caso di incidente che di condizioni meteo avverse. Qualora non si dovesse procedere immediatamente alle assunzioni, si condannerà al collasso l’intera viabilità sarda. Infatti, se da un lato l’Anas ha avviato nell’isola i primi test per la guida autonoma, dall’altra l’azienda non può più contare su un numero sufficiente di addetti, personale impiegato soprattutto, anche se non solo, sulle strade e fondamentale per garantire la sicurezza per tutti coloro i quali percorrono quotidianamente le strade della Sardegna».

I numeri. Attualmente in Sardegna i dipendenti Anas sono poco più di 260: per lo più con una età media elevata, a fronte di 600 unità necessarie, secondo la Cgil, perché possano essere offerti i servizi minimi previsti dalla normativa vigente. «Le nostre richieste sono di trasferire in Sardegna il personale che attualmente lavora in altre regioni – conferma Arnaldo Boeddu –. Poi procedere contestualmente ed immediatamente alla assunzione di personale, sia amministrativo che da impiegare direttamente sulle strade, in un congruo numero di unità».

Guida autonoma. La prima sperimentazione della guida autonoma ha visto come palcoscenico d’asfalto la Sassari-Olbia, nel tratto tra il bivio di Monti e Berchidda. Il lotto 5, quello di circa 9 chilometri che dovrebbe essere aperto al traffico tra la fine di quest’anno e i primi mesi del 2021. La prova si è svolta al livello 3 di guida autonoma: l’auto è in grado di gestire la guida in condizioni ordinarie, accelerando, frenando e dando la direzione alla vettura. Il guidatore interviene solo in caso di problemi. La completa automazione dovrebbe essere raggiunta nel 2030, completando il livello 5. La scelta dell’Anas di testare questi prototipi sulla Sassari-Olbia, ancorché in un tratto quasi completato e ancora chiuso al traffico, dimostra come la futura arteria, una volta conclusi i lavori, punti a diventare la prima “strada intelligente” della Sardegna.

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