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Olbia

Il Governo studia il dossier discarica

Il Governo studia il dossier discarica

Li Gioi, M5s: «Il ministro Costa al nostro fianco per tutelare la salute dei cittadini» 

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OLBIA. Il dossier sulla discarica di Spiritu Santu è ufficialmente sul tavolo del ministro Sergio Costa. Terminata a tempo di record la fase di ricerca e raccolta dei dati portata avanti dalla segreteria tecnica del ministero, ora il problema ambientale dell’impianto di Spiritu Santu gestito dal Cipnes è ufficialmente un tema nell’agenda politica del Governo. Festeggia per il risultato il consigliere regionale del M5s, Roberto Li Gioi che porta avanti la battaglia green. «I miei appelli alla Regione affinché si prendesse finalmente atto dello stato di inquinamento prodotto negli anni dalla discarica individuando un sito alternativo e procedendo alle bonifiche sono rimasti inascoltati – dice l’esponente pentastellato –. Ma oggi possiamo confidare nell’impegno del ministero che, attraverso i funzionari preposti, ha dimostrato grandissima disponibilità chiedendo di poter acquisire tutta la documentazione in nostro possesso. Il fascicolo inviato contiene tutti i dati, gli atti e le autorizzazioni che hanno caratterizzato la storia di Spiritu Santu. A corredo dei dati tecnici abbiamo trasmetto tutti i più importanti articoli di stampa in cui cittadini ed esponenti politici del territorio hanno denunciato un persistente pericolo per la salute pubblica».

La storia della discarica è nota. La collina di Spiritu Santu nel 1991 ospita il cimitero dei rifiuti e gli impianti di smaltimento. «Da decenni i terribili miasmi preoccupano gli ambientalisti e soprattutto i residenti di Murta Maria e Porto San Paolo, costretti a vivere in un territorio in cui l’inquinamento è stato certificato anche di recente – conclude il consigliere pentastellato Li Gioi –. Con questo ulteriore passo in avanti ci auguriamo che si faccia finalmente chiarezza sullo stato di inquinamento della zona. I dati ufficiali emersi, hanno certificato il superamento delle concentrazioni della soglia di contaminazione su 24 dei 29 pozzi piezometrici controllati. Dati che inspiegabilmente non sono stati tenuti in considerazione della Regione che invece ha autorizzato il raddoppio della discarica e ha consentito al Cipnes di continuare a operare in queste condizioni». (se.lu.)



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