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Olbia

la sentenza  

Massaggi “speciali” ai clienti assolta la titolare del centro

Massaggi “speciali” ai clienti assolta la titolare del centro

OLBIA. Massaggio thailandese, giapponese, con l’olio, a 4 mani. Ma anche massaggi un po’ particolari. Non pubblicizzati ma praticati tra le rilassanti salette dalle pareti rosa ai clienti che li...

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OLBIA. Massaggio thailandese, giapponese, con l’olio, a 4 mani. Ma anche massaggi un po’ particolari. Non pubblicizzati ma praticati tra le rilassanti salette dalle pareti rosa ai clienti che li richiedevano. Veri e propri atti sessuali a pagamento, stando alle accuse, a cura di due cittadine extracomunitarie assunte per svolgere quel massaggio speciale. Sfruttamento della prostituzione, il reato contestato. Ma l’imputata, Ye Dong Yuan, 41 anni, cinese, titolare del “Centro massaggi benessere orientale (in via Longhena) è stata assolta perché il fatto non sussiste. L’accusa di sfruttamento della prostituzione mossa nei suoi confronti è caduta non essendo stata raggiunta la prova. Le intercettazioni audio-visive sono risultate inutilizzabili per cui la Procura ha rinunciato ad acquisirle come prova. Da qui la richiesta di assoluzione formulata al collegio di giudici dallo stesso pubblico ministero e sollecitata ovviamente dai difensori dell’imputata, gli avvocati Giuseppe Corda e Francesco Zofrea. Richiesta accolta la collegio, presieduto dal presidente del tribunale Giuseppe Magliulo.

L’inchiesta era scattata nel luglio 2014. Sollevata la saracinesca del centro benessere orientale “Rosa massaggi”, invece dei clienti erano arrivati gli uomini in divisa, per nulla intenzionati a rilassarsi sui lettini. Con in mano l’ordinanza di sequestro preventivo disposta dal gip del tribunale di Tempio, gli agenti del commissariato avevano messo i sigilli all’attività. L’indagine aveva preso il via sia a causa delle segnalazioni del vicinato, che aveva notato strani viavai un po’ a tutte le ore (il centro era aperto tutti i giorni dalle 10 alle 23), sia perché gli uomini del commissariato si erano insospettiti nel leggere alcuni annunci particolarmente ammiccanti su giornali e siti internet, nei quali si lasciava intendere la possibilità di richiedere prestazioni “particolari”. Ma ogni accusa nei confronti della titolare ieri è caduta. (t.s.)

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