Conti in rosso, Geovillage a secco
di Tiziana Simula
Non è stata pagata una maxi bolletta da mezzo milione e il Cipnes ha sospeso la fornitura dell’acqua
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OLBIA. Il Cipnes chiude i rubinetti del Geovillage. Il debito accumulato dal mega complesso nei confronti del Consorzio industriale per il servizio idrico e fognario è salatissimo: si parla di una cifra che oltrepassa il mezzo milione di euro. Da ieri, gli impianti sportivi rimasti ancora in attività hanno dovuto chiudere i battenti perché inutilizzabili e le società sportive che continuavano ad allenare lì i loro piccoli allievi hanno dovuto portare via palloni e racchette da tennis e tornare a casa. Il Cipnes ha comunicato alla Real Effegì, la società di Fabio Docche, figlio del patron Gavino, che gestisce la struttura di zona industriale, di aver slacciato le utenze idrica e fognaria. Via tutti anche dagli impianti sportivi, dunque. Una chiusura che si aggiunge al blocco delle altre attività legate al ricettivo e al benessere scattato un mese fa per decisione della stessa società che versa in una difficile situazione economica, nel tentativo di scongiurare ulteriori debiti. Di fatto un migliaio di piccoli atleti, tra scuole calcio e tennis, non potranno più allenarsi al Geovillage. Ma in ballo ci sono ovviamente anche i posti di lavoro del complesso di zona industriale, circa 200 dipendenti.
Conti in rosso e inchieste. La mega e bella struttura costruita dall’ingegnere imprenditore Gavino Docche non sta vivendo un momento facile: incalzata da due inchieste giudiziarie, l’ultima emersa ieri, col fiato sul collo della Procura che ha chiesto il fallimento della Real Effegì di Fabio Docche a cui il tribunale nel 2017 aveva affidato la gestione in virtù del diritto di prelazione, e un concordato preventivo da ottemperare con i conti sottoposti allo stringente controllo dei commissari giudiziali.
Il blitz nelle case vacanza. Cinque case vacanza messe sotto sequestro preventivo su disposizione del gip del tribunale di Tempio e nove persone indagate. È il risultato dell’attività investigativa condotta dal Corpo Forestale e coordinata dal procuratore Gregorio Capasso sul complesso di case vacanze – 75 appartamenti in tutto – che sorgono a fianco al Geovillage. Un’altra inchiesta che corre parallela a quella per presunta turbativa d’asta e bancarotta fraudolente che coinvolge la famiglia Docche (quest’ultimo reato contestato solo a Gavino Docche). L’accusa nei confronti dei gestori del centro appartamenti vacanza (Cav) Gavino Docche e il figlio Fabio con la società Effegì capital e degli acquirenti delle case, è di aver trasformato gli appartamenti nati e quindi autorizzati per essere affittati a turisti, in residenze esclusive, modificando di fatto la destinazione d’uso prevista per quegli immobili. I reati contestati ai nove indagati, in concorso fra loro, sono quelli di lottizzazione abusiva, falsità ideologica in documenti e costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica in quanto, secondo la Procura, attraverso l’illecita modificazione della destinazione d’uso hanno trasformato di fatto le cinque case vacanza in altrettante case a scopo residenziale o familiare. Fabio Docche respinge le accuse. Attraverso i suoi difensori, gli avvocati Gian Comita Ragnedda, Pietro Carzedda e Bruno Cuccu, dice di aver rispettato ogni regola.
Il fallimento È stato chiesto dal sostituto procuratore Luciano Tarditi nell’ambito dell’inchiesta per presunta turbativa d’asta che coinvolge i Docche, il direttore del Cipnes Aldo Carta e il curatore fallimentare Giancarlo Fenu. La decisione dei giudici è stata comunque quella di ammettere la Real Effegì al concordato preventivo. I legali della Real Effegì sono al lavoro per mettere in piedi il piano di rientro del debito e scongiurare il fallimento. Il 16 dicembre si terrà una nuova udienza per capire se il piano di rientro regge o meno. Ma dicembre è un mese cruciale per il futuro del Geovillage: il 31 scade la gestione da parte della Real Effegì.
Conti in rosso e inchieste. La mega e bella struttura costruita dall’ingegnere imprenditore Gavino Docche non sta vivendo un momento facile: incalzata da due inchieste giudiziarie, l’ultima emersa ieri, col fiato sul collo della Procura che ha chiesto il fallimento della Real Effegì di Fabio Docche a cui il tribunale nel 2017 aveva affidato la gestione in virtù del diritto di prelazione, e un concordato preventivo da ottemperare con i conti sottoposti allo stringente controllo dei commissari giudiziali.
Il blitz nelle case vacanza. Cinque case vacanza messe sotto sequestro preventivo su disposizione del gip del tribunale di Tempio e nove persone indagate. È il risultato dell’attività investigativa condotta dal Corpo Forestale e coordinata dal procuratore Gregorio Capasso sul complesso di case vacanze – 75 appartamenti in tutto – che sorgono a fianco al Geovillage. Un’altra inchiesta che corre parallela a quella per presunta turbativa d’asta e bancarotta fraudolente che coinvolge la famiglia Docche (quest’ultimo reato contestato solo a Gavino Docche). L’accusa nei confronti dei gestori del centro appartamenti vacanza (Cav) Gavino Docche e il figlio Fabio con la società Effegì capital e degli acquirenti delle case, è di aver trasformato gli appartamenti nati e quindi autorizzati per essere affittati a turisti, in residenze esclusive, modificando di fatto la destinazione d’uso prevista per quegli immobili. I reati contestati ai nove indagati, in concorso fra loro, sono quelli di lottizzazione abusiva, falsità ideologica in documenti e costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica in quanto, secondo la Procura, attraverso l’illecita modificazione della destinazione d’uso hanno trasformato di fatto le cinque case vacanza in altrettante case a scopo residenziale o familiare. Fabio Docche respinge le accuse. Attraverso i suoi difensori, gli avvocati Gian Comita Ragnedda, Pietro Carzedda e Bruno Cuccu, dice di aver rispettato ogni regola.
Il fallimento È stato chiesto dal sostituto procuratore Luciano Tarditi nell’ambito dell’inchiesta per presunta turbativa d’asta che coinvolge i Docche, il direttore del Cipnes Aldo Carta e il curatore fallimentare Giancarlo Fenu. La decisione dei giudici è stata comunque quella di ammettere la Real Effegì al concordato preventivo. I legali della Real Effegì sono al lavoro per mettere in piedi il piano di rientro del debito e scongiurare il fallimento. Il 16 dicembre si terrà una nuova udienza per capire se il piano di rientro regge o meno. Ma dicembre è un mese cruciale per il futuro del Geovillage: il 31 scade la gestione da parte della Real Effegì.
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