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La ripartenza passa da Air Italy rischio idraulico e cantieri stradali

OLBIA. Infrastrutture stradali, cantieri per il rischio idrogeologico, programmazione della stagione, mobilità. È questa la benzina per far ripartire la macchina dell’economia gallurese ingolfata...

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OLBIA. Infrastrutture stradali, cantieri per il rischio idrogeologico, programmazione della stagione, mobilità. È questa la benzina per far ripartire la macchina dell’economia gallurese ingolfata dalla crisi. «Il passo successivo è cambiare passo – afferma il segretario Cisl Mirko Idili –. Dobbiamo scrollarci di dosso il torpore generato da questa crisi pesante, ma è necessario, una volta per tutte, iniziare un ragionamento che metta insieme i soggetti, le comunità di questo territorio, le parti sociali, le associazioni datoriali intorno a un progetto complessivo di Gallura».

Idili indica le leve su cui agire, tutte nelle mani della Regione. «Si devono risolvere una volta per tutte le diseconomie che frenano la ripresa dell’economia e dell’occupazione – sottolinea –. Si deve riprendere a ragionare sulla Olbia-Arzachena-Santa Teresa. Sulla Olbia Monte Pino-Tempio. Cantieri che devono essere aperti subito. L’altra grande leva è il dissesto idrogeologico. A sette anni dall’alluvione è vergognoso che ancora oggi il territorio non sia stato messo in sicurezza». C’è poi il buco nero di Air Italy che ha risucchiato nel silenzio 600 lavoratori. «C’è forte preoccupazione per l’assordante silenzio calato. Abbiamo dato credito agli esponenti politici del territorio che siedono negli scranni del consiglio regionale e in giunta. Gli abbiamo dato credito quando c’è stato promesso che si stava lavorando a un piano di salvataggio di oltre 600 padri e madri di famiglia. Sul progetto che prevede la creazione di una newco, di una regional, a oggi sono cessate tutte le interlocuzioni. Con l’assessore Zedda, molto presente, abbiamo chiuso una importante partita sulle politiche attive e quindi sulla formazione del personale coinvolto per salvaguardare le certificazioni di volo. Ma si è completamente interrotta l’interlocuzione sul piano industriale, fondamentale per mettere in sicurezza i lavoratori». (se.lu.)

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