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Olbia

Sittel, ai lavoratori mancano 3 stipendi

Sittel, ai lavoratori mancano 3 stipendi

La Cgil: «Azienda allo sbando in un settore delicato come le telecomunicazioni»

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OLBIA. È sempre più a rischio il futuro dei 35 lavoratori Sittel delle sedi di Olbia e Cagliari. La situazione aziendale continua a degenerare senza alcun segno di miglioramento. I lavoratori, che l’altro ieri si sono riuniti in assemblea, sono in arretrato di quasi tre mensilità e ora si teme che l’azienda non sia più in grado di garantire neanche gli spostamenti nelle sedi di lavoro per mancanza di liquidità.

Come ha spiegato la Slc Cgil, «i dipendenti Sittel si occupano della manutenzione della rete internet di Tim e di Open Fiber ma le lavorazioni sono spesso compromesse dalla totale assenza di organizzazione del lavoro all’interno della stessa Sittel, disorganizzazione che si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini, alle istituzioni, alle imprese».

«L’azienda – dice la segretaria regionale Anna Mannoni – non è assolutamente in grado di fornirci informazioni sul proseguo delle attività e su come intende procedere al saldo degli arretrati. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto da svariate settimane l’apertura di un tavolo di crisi al ministero del Lavoro, poiché è ormai palese che la Sittel non è più nelle condizioni di garantire la sopravvivenza di questa attività». La Slc Cgil Sardegna ha inoltre richiesto un intervento anche alle istituzioni provinciali richiedendo un incontro urgente al prefetto di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, così che possa farsi portavoce di una situazione che i lavoratori non possono più sostenere.

L’odissea dei lavoratori della Sittel parte da lontano. In origine erano dipendenti di Alcatel, società acquista dalla Mazzoni nel 2000. Da qui l’inizio delle loro disavventure. «La vertenza Sittel, società inserita in un settore strategico per il Paese come le Telecomunicazioni – conclude la Slc Cgil Sardegna – merita un’attenzione particolare che deve passare attraverso una discussione nazionale e regionale che coinvolga tutti gli attori del delicato settore delle telecomunicazioni».



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