Gemma Cucca si difende: «Nessun segreto d’ufficio»
di Tiziana Simula
L’avvocato Marras: la presidente della corte d’appello non ha commesso reati I difensori dell’ex gip Elisabetta Carta: «Quelle intercettazioni sono inutilizzabili»
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TEMPIO. «Non c’è stata nessuna rivelazione di segreti d’ufficio, non è stato commesso nessun reato perché quella ricevuta dalla presidente Cucca non era una corrispondenza segreta che non si poteva portare a conoscenza di nessuno, ma riservata, che poteva essere portata a conoscenza dell’interessato». L’appassionata difesa della presidente della Corte d’appello di Cagliari Gemma Cucca affidata al suo difensore, l’avvocato Agostinangelo Marras, si è sviluppata attorno ai concetti “riservato” e “segreto” per demolire l’unica accusa – rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio – per la quale il pubblico ministero Carlo Villani ha chiesto il rinvio a giudizio.
Nell’udienza preliminare di ieri davanti al gup di Roma Nicolò Marino sulla presunta turbativa d’asta per la vendita della villa di Baia Sardinia dell’imprenditore di Arzachena Sebastiano Ragnedda è stata discussa la posizione della presidente Cucca e dell’ex gip del tribunale di Tempio Elisabetta Carta, difesa dagli avvocati Ivano Iai e Cesare Piraino.
Nelle sue richieste al gup, il pubblico ministero ha alleggerito le contestazioni mosse alla Cucca: ha chiesto il non luogo a procedere per le accuse di falso e favoreggiamento personale, e il rinvio a giudizio per il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. In pratica, secondo la Procura capitolina, avrebbe riferito al giudice Alessandro Di Giacomo – per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per presunta turbativa d’asta insieme ad altri sei imputati – che l’allora presidente della Corte d’appello di Cagliari Grazia Corradini chiedeva informazioni sul suo operato in merito alla procedura esecutiva. «Non c’è stata nessuna rivelazione di segreti d’ufficio – ha ribadito l’avvocato Marras chiedendo il proscioglimento anche da questa accusa – La corrispondenza della Corradini ricevuta dalla presidente Cucca portava la dicitura “riservato”, e non “segreto” e quindi poteva essere portato a conoscenza dell’interessato». Il difensore, che ha discusso anche a nome della collega Alessandra Calabrò, ha parlato anche della figura della Cucca, evidenziando come abbia sempre goduto di stima incondizionata e del suo percorso professionale eccellente nella magistratura.
Altrettanto ha fatto l’avvocato Ivano Iai nei confronti dell’ex gip di Tempio Elisabetta Carta prima di chiedere al gup, insieme al collega Piraino, il proscioglimento perché il fatto non sussiste dall’accusa di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Secondo le accuse, il magistrato avrebbe disposto le intercettazioni avvisando però gli interessati, due avvocati del foro di Tempio, imputati per turbativa d’asta. Lo stesso pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento per la Carta essendo inutilizzabili le intercettazioni e mancando, quindi, la prova. L’avvocato Iai, al termine di un complesso excursus tecnico, ha chiesto il non luogo a procedere non solo per l’inutilizzabilità delle intercettazioni ma anche perché, ha detto, «c’è la prova che la Carta non abbia mai rivelato nulla ai due avvocati, e ciò è contenuto nei verbali di investigazione difensiva depositato dalla difesa».
Il 20 gennaio il gup Nicolò Marino si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio per la presidente Cucca e la giudice Carta. Hanno invece chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, l’ex presidente del tribunale di Tempio ed ex presidente della Corte d’Appello di Sassari Francesco Mazzaroppi, la figlia Chiara e il genero Andrea Schirra, entrambi magistrati, acquirenti della villa di Baia Sardinia. Nell’udienza del 20 gennaio discuteranno pm e parti civili.
Nell’udienza preliminare di ieri davanti al gup di Roma Nicolò Marino sulla presunta turbativa d’asta per la vendita della villa di Baia Sardinia dell’imprenditore di Arzachena Sebastiano Ragnedda è stata discussa la posizione della presidente Cucca e dell’ex gip del tribunale di Tempio Elisabetta Carta, difesa dagli avvocati Ivano Iai e Cesare Piraino.
Nelle sue richieste al gup, il pubblico ministero ha alleggerito le contestazioni mosse alla Cucca: ha chiesto il non luogo a procedere per le accuse di falso e favoreggiamento personale, e il rinvio a giudizio per il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. In pratica, secondo la Procura capitolina, avrebbe riferito al giudice Alessandro Di Giacomo – per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per presunta turbativa d’asta insieme ad altri sei imputati – che l’allora presidente della Corte d’appello di Cagliari Grazia Corradini chiedeva informazioni sul suo operato in merito alla procedura esecutiva. «Non c’è stata nessuna rivelazione di segreti d’ufficio – ha ribadito l’avvocato Marras chiedendo il proscioglimento anche da questa accusa – La corrispondenza della Corradini ricevuta dalla presidente Cucca portava la dicitura “riservato”, e non “segreto” e quindi poteva essere portato a conoscenza dell’interessato». Il difensore, che ha discusso anche a nome della collega Alessandra Calabrò, ha parlato anche della figura della Cucca, evidenziando come abbia sempre goduto di stima incondizionata e del suo percorso professionale eccellente nella magistratura.
Altrettanto ha fatto l’avvocato Ivano Iai nei confronti dell’ex gip di Tempio Elisabetta Carta prima di chiedere al gup, insieme al collega Piraino, il proscioglimento perché il fatto non sussiste dall’accusa di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Secondo le accuse, il magistrato avrebbe disposto le intercettazioni avvisando però gli interessati, due avvocati del foro di Tempio, imputati per turbativa d’asta. Lo stesso pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento per la Carta essendo inutilizzabili le intercettazioni e mancando, quindi, la prova. L’avvocato Iai, al termine di un complesso excursus tecnico, ha chiesto il non luogo a procedere non solo per l’inutilizzabilità delle intercettazioni ma anche perché, ha detto, «c’è la prova che la Carta non abbia mai rivelato nulla ai due avvocati, e ciò è contenuto nei verbali di investigazione difensiva depositato dalla difesa».
Il 20 gennaio il gup Nicolò Marino si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio per la presidente Cucca e la giudice Carta. Hanno invece chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, l’ex presidente del tribunale di Tempio ed ex presidente della Corte d’Appello di Sassari Francesco Mazzaroppi, la figlia Chiara e il genero Andrea Schirra, entrambi magistrati, acquirenti della villa di Baia Sardinia. Nell’udienza del 20 gennaio discuteranno pm e parti civili.
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