La Nuova Sardegna

Olbia

«Il porto verrà chiuso? Certo, se arriverà Grendi»

di Giandomenico Mele
«Il porto verrà chiuso? Certo, se arriverà Grendi»

Golfo Aranci, il sindaco Mulas risponde alla minaccia dell’Autorità di sistema «La viabilità non reggerebbe più. Ma confido in Deiana: non devono attraccare»

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OLBIA. «Chiusura del porto? Certo, se arriverà la Grendi. L’impatto sulla viabilità sarebbe più pesante. Sono io il primo a lanciare l’allarme. Per questo la nave Grendi non deve attraccare qui da noi». Mario Mulas, sindaco di Golfo Aranci, non retrocede di un millimetro. Il giorno dopo l’incontro con Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, che ha messo sul tavolo la possibilità che il porto venga chiuso davanti all’allarme inviato dall’amministrazione, il primo cittadino ribadisce una posizione condivisa da gran parte dei cittadini. «Io confido nelle valutazioni del presidente Deiana, soprattutto dopo quello che ha sentito ieri – sottolinea Mulas –. Sono convinto che Grendi non arriverà a Golfo Aranci, ma non sono io che decido. Se succederà, vedremo. Tutto comunque può cambiare, soprattutto dopo l’apertura del tavolo tecnico che vedrà impegnate tutte le parti in gioco».

Porto off limits? Ma quali sono le condizioni di sicurezza del porto? Perché, Grendi a parte, in ballo c’è il traffico passeggeri, oltre che merci, della Sardinia Ferries. «La circonvallazione – osserva il sindaco – è stata asfaltata da noi per permettere lo sbarco dalle navi, per 18 anni è andata bene e non vedo perché si dovrebbe minacciare di chiuderla domani. L’incontro con il prefetto è stato a margine di una riunione sulla viabilità, nessuno ha avanzato l’ipotesi di pericoli attuali. Fino a venerdì, quando Deiana ne ha riferito nell’aula consiliare, non eravamo a conoscenza del numero di mezzi pesanti della Grendi che si sarebbero potuti aggiungere al traffico esistente».

Impatto Grendi. La Grendi dovrebbe cominciare a operare con tre corse settimanali. I volumi dovrebbero raggiungere, presumibilmente, nell’arco di tutto l’anno, le 180mila tonnellate. Per quanto riguarda invece il numero di mezzi in movimento per lo scarico e il carico delle merci sui traghetti, dalla Grendi parlano di circa 13mila mezzi complessivi nel 2021, che andrebbero di fatto a raddoppiare i 12.567 transitati a Golfo Aranci nel 2019. «La Provincia – spiega Mulas – ha sbloccato un progetto per migliorare il tratto di asse viario che va dal ponticello dietro il Comune fino al passaggio a livello del porto. Parliamo di nuovi marciapiedi, illuminazione e fondo stradale. Si tratta del proseguimento della circonvallazione in direzione porto. Poi c’è il problema del tratto di strada comunale collegato al cavalcaferrovia. Grendi, mi pare chiaro, appesantirebbe una viabilità già compromessa. Per questo chiediamo a gran voce di portare Grendi in un altro porto».

Tavolo tecnico. «L’apertura del tavolo tecnico con l’Autorità di sistema portuale, al quale contiamo di far sedere tutti i soggetti coinvolti, a partire da Regione e Rete ferroviaria italiana – spiega il primo cittadino –, servirà a definire la riconversione di Golfo Aranci. Deiana ci ha spiegato che esistono esigenze strategiche per cui i binari non potranno essere dismessi completamente, ma noi sappiamo che da anni le Ferrovie ci hanno abbandonato. Noi vogliamo la riqualificazione ambientale, restituire le spiagge cancellate, ma servono tanti soldi. Questo è un passaggio storico, la concessione per le ostriche e la questione Grendi dimostrano che le decisioni non possono mai essere calate dall’alto».

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