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Olbia

il comitato salva olbia scrive a solinas 

«Commissario super partes per il progetto antialluvione»

«Commissario super partes per il progetto antialluvione»

OLBIA. Un commissario “super partes” per il caso Olbia e «un pronunciamento unanime di un consiglio comunale finalmente convinto» che sulla salvaguardia della città dal rischio di nuove alluvioni...

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OLBIA. Un commissario “super partes” per il caso Olbia e «un pronunciamento unanime di un consiglio comunale finalmente convinto» che sulla salvaguardia della città dal rischio di nuove alluvioni «occorre mettere da parte i condizionamenti partitici». È la richiesta che il comitato Salva Olbia fa al presidente della Regione Cristian Solinas, anche nella sua veste di commissario per l’emergenza idrogeologica della Sardegna. La fa con una lunga lettera aperta che prende spunto dalla tragica alluvione dei giorni scorsi a Bitti. Il comitato analizza i numeri delle quantità d’acqua cadute sul centro del Nuorese e su Olbia nel giorno del ciclone Cleopatra, il 18 novembre di sette anni fa. Acqua che in entrambi i casi ha provocato enormi danni a causa dei canali, spesso tombati, intorno ai quali sono sorti gli abitati. Oltre, nel caso di Olbia – dove la quantità d’acqua era stata nettamente inferiore a quella di Bitti – agli ostacoli (ponti, pilastri, rottami ecc.) piazzati o lasciati lungo il corso dei canali. «Nonostante quanto fatto dal 2013 – scrive il comitato a Solinas – Olbia si trova tuttora in condizioni non molto diverse da Bitti, nonostante alcune opere di emergenza realizzate e con importanti opere finanziate, ma che a distanza di anni sono ancora da approvare. Approvazioni che difficilmente arriveranno a causa di scelte progettuali che in molti, compreso lo stesso Comune di Olbia, giudicano pericolose (45 ettari di vasche di laminazione a fianco delle case, allargamento fino a 40 metri dei canali esistenti)». Salva Olbia ribadisce, dunque, il no al cosiddetto Piano Mancini. Così come boccia il piano alternativo Technital sostenuto dall’amministrazione Nizzi. L’unica soluzione – sostiene il comitato – è portare l’acqua e il pericolo alluvione lontano dalla città con un canale scolmatore esterno: le vasche di laminazione, come dimostrano anche «Livorno e Cereta Mantovana» sono pericolose». Dunque, niente opere “pur che sia” ma soluzioni vere. Per questo, è la richiesta a Solinas, serve una soluzione super partes.

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