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Olbia

Ritardi e critiche, le Usca replicano: «Ecco il nostro grande lavoro»

Ritardi e critiche, le Usca replicano: «Ecco il nostro grande lavoro»

 L’Assl risponde con i numeri e lancia l’appello: "Rispettate le norme, è già difficile così"

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OLBIA. Ritardi nei tamponi anti-Covid? Dimenticanze? Guariti imprigionati a casa perché la loro negatività non viene certificata? Liste dei positivi incomplete? Piovono troppe critiche sull’Assl di Olbia e le Usca (unità sanitarie di continuità assistenziale). E così, dagli uffici della sanità gallurese hanno deciso di chiarire la situazione, senza citarli, agli utenti e amministratori pubblici che ogni giorno denunciano una nuova sofferenza. L’Assl risponde con i numeri, sottolineando che «la mole di lavoro a cui sono sottoposti i team comporta a volte qualche ritardo nella presa in carico dei pazienti». Ma lancia anche una richiesta di aiuto che si può semplificare così: seguite le regole, evitate di ammalarvi e di appesantire una situazione già molto difficile.

Ed eccoli i numeri. L’Assl di Olbia prende come esempio il lavoro delle Usca nell’ultima settimana di novembre: «Oltre 260 pazienti in carico, circa 1.200 contatti telefonici e 170 visite domiciliari». Si tratta – dice – di «un imponente lavoro portato avanti da dieci medici e otto infermieri che garantiscono assistenza ai 26 comuni di competenza della Assl di Olbia, in un vasto territorio che si estende da Luras a Santa Teresa, da Palau a Budoni, fino ad Alà dei Sardi».

Le Usca sono tre. Quella di Olbia, che segue anche altri 15 comuni del territorio, è composta da 5 medici e tre infermieri. «Nella settimana dal 23 al 29 novembre – precisa l’Assl –, aveva in carico 92 pazienti, tutti in terapia, mentre erano sottoposti a telemonitoraggio 532 pazienti. Una novantina le visite domiciliari effettuate nel corso dell’ultima settimana».

L’Usca di Tempio Pausania segue anche comuni di Badesi, Trinità, Bortigiadas, Aggius, Calangianus, Luras, Aglientu, Luogosanto e Santa Teresa. Tra il 23 e il 29 novembre – fa sapere l’Assl – «aveva in carico 131 pazienti, 54 dei quali fortemente sintomatici e in terapia domiciliare, mentre 18 pazienti sono stati “liberati” perché guariti e asintomatici». Il team, composto da tre medici e tre infermieri, ha effettuato una decina di visite domiciliari al giorno e circa 500 contatti telefonici settimanali (telemonitoraggio) per valutare lo stato di salute dei pazienti».

L’Usca di La Maddalena, che segue anche Palau, aggiunge l’Assl, è stata appena «potenziata con un nuovo infermiere e con un mezzo a uso esclusivo per le visite domiciliari. Il team di due medici e due infermieri, a fine novembre, aveva in carico 34 pazienti, 5 in fase di guarigione e 26 fortemente sintomatici, ma seguiti a domicilio con assegnazione di terapia domiciliare». E in ogni caso «tutti i pazienti vengono contattati telefonicamente due volte al giorno».

È un carico di lavoro importante, conclude l’Assl di Olbia, che può causare qualche ritardo nella presa in carico dei pazienti. Anche perché «le richieste sono numerose e in alcuni casi improprie e a volte comportano un rallentamento nelle procedure sanitarie e gestionali. Per questo, in una situazione di grande complessità come quella attuale, l’impegno e lo spirito di abnegazione degli operatori che compongono le Unità Speciali della Assl non può essere messa in dubbio». L’Assl chiude con la richiesta ai cittadini di «un ulteriore sforzo corale: continuare a rispettare rigorosamente le misure anti-Covid con senso di responsabilità».(r.o)
 

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