«Covid, luoghi di lavoro insicuri»
La Fp Cgil denuncia: alte percentuali di contagi e quarantene, sono mancati i protocolli condivisi
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OLBIA. Quali sono i picchi di contagio dovuti al Covid-19 in Gallura e tra i lavoratori all’interno dei posti di lavoro? Come possiamo contenere il virus oltre che attenendoci alle buone norme del distanziamento, della sanificazione e dell’uso di mascherine e dpi? E, ancora, enti e aziende hanno rispettato i protocolli condivisi e i Dpcm di tutela?
A porre le domande è Luisella Maccioni, segretario generale della Funzione pubblica Cgil della Gallura. Lo fa dopo che da tutte le aziende pubbliche e private, alle quali sin dai primi mesi della pandemia era stata inviata una richiesta di incontro per la stipula dei protocolli condivisi, sono arrivati solo «dinieghi e silenzi sulla loro applicazione e sulla loro formalizzazione, che avrebbero dovuto coinvolgere le Rls, le Rsu e le Rsa dei posti di lavoro». Con il risultato, denuncia la segretaria della Fp Cgil – «che in quasi tutti i settori pubblici e privati abbiamo avuto grosse percentuali di personale contagiato, in quarantena obbligatoria e fiduciaria».
Lavoratori senza retribuzione. Proprio la quarantena sta diventando un enorme problema per i lavoratori. «Costretti a stare in isolamento fiduciario – prosegue Luisella Maccioni – rischiano di non avere alcuna retribuzione per quel periodo, essendo il pagamento riconosciuto solo a chi ha avuto un contatto diretto. Molti lavoratori privati ci chiedono: chi ci paga?».
Procedure e vera sicurezza. «Abbiamo appreso da un comunicato dell’assessorato alla Pubblica istruzione – aggiunge la Fp Cgil – della chiusura del servizio dell’asilo nido di via Botticelli per un caso di positività in asilo. Sollecitata dalle lavoratrici preoccupate per il contagio della collega, ma anche perché la cooperativa per sopperire alla carenza di personale ha dovuto spostare una unità nell’altra sezione, pertanto non attenendosi ingenuamente a quanto predisposto dalle linee guida, l’amministrazione comunale ha dovuto drasticamente chiudere un servizio, mettere tutto il personale in quarantena fiduciaria, invece di isolare quella sezione e sanificare i locali. Proprio qualche settimana fa, come Fp Cgil, abbiamo inviato una nota alle cooperative Orsa e Clessidra che gestiscono il servizio degli asilo nido, e per conoscenza all’assessorato alla Pubblica istruzione. Chiedevamo un incontro, sollecitate dai lavoratori che chiedevano che venissero fornite le mascherine ffp2 per tutto il personale “non solo educativo” e uno screening periodico (tamponi o altro) per monitorare eventuali contagi all’ interno degli asili. Quelle nostre richieste sono rimaste inevase, l’unica risposta che ci siamo sentite dire è che le procedure prevedono altro. Invece, noi come Fp Cgil riteniamo che la salute e la sicurezza nei posti di lavoro devono essere la priorità per ogni datore di lavoro e che tutti i lavoratori devono avere le stesse garanzie di tutela».
Tamponi per tutti. Secondo la Fp Cgil, «sarebbe stato utile e indispensabile che le cooperative si attivassero a fare i tamponi a tutte le lavoratrici per una maggiore sicurezza e tranquillità, di conseguenza facendo riprendere il servizio il prima possibile».
Protocolli e verifiche. «Ecco – conclude Maccioni – perché insistiamo sull’importanza dell’attivazione dei tavoli per la costituzione del comitato di verifica Covid come previsto dai Dpcm e dai protocolli condivisi del 24 luglio 2020 in merito alla sicurezza nei posti di lavoro sia dei settori pubblici che in quelli privati. Lo riteniamo doveroso. A maggior ragione quando si tratta di aziende private che gestiscono servizi pubblici in appalto e che svolgono servizi essenziali come quello degli asili nido, della socioassistenza, ma anche del servizio dell’igiene ambientale. Ribadiamo ancora una volta che non si deve rimandare. Dalla salute del singolo lavoratore dipende la salute degli altri». (r.o.)
A porre le domande è Luisella Maccioni, segretario generale della Funzione pubblica Cgil della Gallura. Lo fa dopo che da tutte le aziende pubbliche e private, alle quali sin dai primi mesi della pandemia era stata inviata una richiesta di incontro per la stipula dei protocolli condivisi, sono arrivati solo «dinieghi e silenzi sulla loro applicazione e sulla loro formalizzazione, che avrebbero dovuto coinvolgere le Rls, le Rsu e le Rsa dei posti di lavoro». Con il risultato, denuncia la segretaria della Fp Cgil – «che in quasi tutti i settori pubblici e privati abbiamo avuto grosse percentuali di personale contagiato, in quarantena obbligatoria e fiduciaria».
Lavoratori senza retribuzione. Proprio la quarantena sta diventando un enorme problema per i lavoratori. «Costretti a stare in isolamento fiduciario – prosegue Luisella Maccioni – rischiano di non avere alcuna retribuzione per quel periodo, essendo il pagamento riconosciuto solo a chi ha avuto un contatto diretto. Molti lavoratori privati ci chiedono: chi ci paga?».
Procedure e vera sicurezza. «Abbiamo appreso da un comunicato dell’assessorato alla Pubblica istruzione – aggiunge la Fp Cgil – della chiusura del servizio dell’asilo nido di via Botticelli per un caso di positività in asilo. Sollecitata dalle lavoratrici preoccupate per il contagio della collega, ma anche perché la cooperativa per sopperire alla carenza di personale ha dovuto spostare una unità nell’altra sezione, pertanto non attenendosi ingenuamente a quanto predisposto dalle linee guida, l’amministrazione comunale ha dovuto drasticamente chiudere un servizio, mettere tutto il personale in quarantena fiduciaria, invece di isolare quella sezione e sanificare i locali. Proprio qualche settimana fa, come Fp Cgil, abbiamo inviato una nota alle cooperative Orsa e Clessidra che gestiscono il servizio degli asilo nido, e per conoscenza all’assessorato alla Pubblica istruzione. Chiedevamo un incontro, sollecitate dai lavoratori che chiedevano che venissero fornite le mascherine ffp2 per tutto il personale “non solo educativo” e uno screening periodico (tamponi o altro) per monitorare eventuali contagi all’ interno degli asili. Quelle nostre richieste sono rimaste inevase, l’unica risposta che ci siamo sentite dire è che le procedure prevedono altro. Invece, noi come Fp Cgil riteniamo che la salute e la sicurezza nei posti di lavoro devono essere la priorità per ogni datore di lavoro e che tutti i lavoratori devono avere le stesse garanzie di tutela».
Tamponi per tutti. Secondo la Fp Cgil, «sarebbe stato utile e indispensabile che le cooperative si attivassero a fare i tamponi a tutte le lavoratrici per una maggiore sicurezza e tranquillità, di conseguenza facendo riprendere il servizio il prima possibile».
Protocolli e verifiche. «Ecco – conclude Maccioni – perché insistiamo sull’importanza dell’attivazione dei tavoli per la costituzione del comitato di verifica Covid come previsto dai Dpcm e dai protocolli condivisi del 24 luglio 2020 in merito alla sicurezza nei posti di lavoro sia dei settori pubblici che in quelli privati. Lo riteniamo doveroso. A maggior ragione quando si tratta di aziende private che gestiscono servizi pubblici in appalto e che svolgono servizi essenziali come quello degli asili nido, della socioassistenza, ma anche del servizio dell’igiene ambientale. Ribadiamo ancora una volta che non si deve rimandare. Dalla salute del singolo lavoratore dipende la salute degli altri». (r.o.)
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