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Olbia

Sei chili di cocaina in auto, condannato a 7 anni

Sei chili di cocaina in auto, condannato a 7 anni

Il 35enne di Galtellì fermato all’Isola Bianca. La sostanza stupefacente purissima in un doppiofondo  

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OLBIA. Pena più che severa, 7 anni di carcere, per Maurizio Rojch, corriere della droga 35enne di Galtelli, arrestato lo scorso luglio all’Isola Bianca dalla guardia di finanza di Olbia con 6 chili di cocaina purissima nascosti nell’auto. La sentenza è arrivata ieri in tribunale dopo un confronto acceso tra il pubblico ministero Luciano Tarditi e i difensori del giovane, gli avvocati Antonello Desini e Nicoletta Mani. Il pm ha sostenuto con determinazione la linea dura della Procura di Tempio nei confronti di trafficanti e corrieri di droga: nessuna attenuante e 8 anni di reclusione. I difensori invece hanno puntato sulla concessione delle attenuanti e sullo stato di salute di Rojch, peraltro incensurato. Durante il periodo di carcerazione preventiva successivo all’arresto, Rojch aveva anche accusato una grave malattia degenerativa incompatibile con la detenzione in carcere. Al termine del dibattimento, molto acceso, il giudice caterina Interlandi ha sposato la linea dura condannando il giovane di Galtellì alla pena di 7 anni di reclusione senza la concessione di alcuna circostanza attenuante. Pugno di ferro, dunque.

Maurizio Rojch era stato arrestato lo scorso luglio dalla guardia di finanza di Olbia, al comando del capitano Carlo Lazzari, intorno alle 7 del mattino, appena sbarcato all’Isola Bianca dalla nave proveniente dal porto di Livorno. All’interno della sua auto Rojch nascondeva ben 6 chili di cocaina, puntualmente fiutata dai cani dell’unità cinofila delle fiamme gialle. Fermato dai militari, il 35enne, incensurato, aveva dato segni di nervosismo e fornito risposte evasive alle domande dei finanzieri. A quel punto il controllo dell'auto e la scoperta di un doppiofondo. All'interno 6 pacchi, contenenti in totale 6 chili di cocaina, tutti perfettamente sigillati e posti sottovuoto «con l’evidente intenzione di nascondere il pungente odore della droga e confondere il fiuto dei cani». La droga, purissima, una colta tagliata e immessa sul mercato avrebbe fruttato oltre 1 milione di euro. Al momento dell’arresto, la guardia di finanza di Olbia aveva spiegato che, «visto l’importante quantitativo e l’elevata qualità della cocaina da cui si sarebbero ricavati diversi “tagli” senza comprometterne gli effetti stupefacenti si è arrivati alla conclusione di non avere di fronte un trafficante dell’ultima ora». Una tesi che evidentemente è stata accolta anche dal giudice che ha deciso per la condanna pesante. (m.b.)

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