Droga dall’Albania: la banda davanti ai giudici
Gli imputati sono accusati di aver fatto arrivare in nave in Gallura fiumi di cocaina, eroina e marijuana
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OLBIA. La droga, in quantità ingenti, arrivava dall’Albania e veniva trasportata e piazzata nel mercato gallurese attraverso una rete ben organizzata. Ognuno aveva ruoli e compiti ben precisi. C’era un nucleo centrale al cui vertice – stando all’inchiesta condotta dalla Dda di Cagliari – c’era Ramazan Malo, 54 anni, albanese, residente ad Olbia, raccordo tra l’Albania e la Gallura, che si occupava di far arrivare lo stupefacente nell’isola. E poi c’erano diversi personaggi galluresi che si occupavano di smerciarla, con destinazione giovanissimi, anche in età scolare, e ambienti della movida smeraldina. Così, attraverso una fitta rete organizzata, fiumi di cocaina, eroina e marijuana arrivavano in Gallura.
Queste le accuse mosse ai componenti di un sodalizio italo albanese dedito al traffico di sostanze stupefacenti provenienti dall’Albania. In dodici sono finiti a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Contu: Malo Ramazan, Loreta Asara, Natalino Isoni, Christian Gusinu, Erida Sherri, Stefano Pinna, Giovanni Biosa, Lucio Baltolu, Arjan Sagajeva, Omar Ndiaye, Giuseppe Zedde e Oltjon Rocai. Ieri l’apertura del dibattimento. I difensori degli imputati hanno sollevato alcune eccezioni. Il collegio ha nominato un perito per l’analisi di alcuni stralci di intercettazioni, le difese si sono riservate di indicare a loro volta eventuali stralci da analizzare.
La presunta organizzazione era stata stroncata nell’estate del 2019 dai carabinieri di Olbia nell’ambito dell’inchiesta Seaway, coordinata dalla Dda di Cagliari. Secondo le accuse, il personaggio di spicco era Ramazan Malo, difeso dall’avvocato Giampaolo Murrighile, ritenuto dagli investigatori a capo del nucleo centrale. Era lui a coordinare l’attività del sodalizio che si occupava di acquistare e importare dall’Albania la droga che arrivava in Gallura con le navi passeggeri provenienti da Civitavecchia e Livorno. All’interno dell’associazione ricoprivano un ruolo attivo sia la compagna di Malo che di Ervis Kapedani (ricercato), le quali, stando alle accuse, aiutavano i due nelle operazioni di compravendita della droga e del trasporto, tenendo i contatti con gli altri del sodalizio e occupandosi anche della cessione al dettaglio dello stupefacente. Tra gli altri difensori, gli avvocati Cristina e Pietro Cherchi, Guido Da Tome, Gianni Falchi, Salvatore Carlo Castronovo. (t.s.)
Queste le accuse mosse ai componenti di un sodalizio italo albanese dedito al traffico di sostanze stupefacenti provenienti dall’Albania. In dodici sono finiti a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Contu: Malo Ramazan, Loreta Asara, Natalino Isoni, Christian Gusinu, Erida Sherri, Stefano Pinna, Giovanni Biosa, Lucio Baltolu, Arjan Sagajeva, Omar Ndiaye, Giuseppe Zedde e Oltjon Rocai. Ieri l’apertura del dibattimento. I difensori degli imputati hanno sollevato alcune eccezioni. Il collegio ha nominato un perito per l’analisi di alcuni stralci di intercettazioni, le difese si sono riservate di indicare a loro volta eventuali stralci da analizzare.
La presunta organizzazione era stata stroncata nell’estate del 2019 dai carabinieri di Olbia nell’ambito dell’inchiesta Seaway, coordinata dalla Dda di Cagliari. Secondo le accuse, il personaggio di spicco era Ramazan Malo, difeso dall’avvocato Giampaolo Murrighile, ritenuto dagli investigatori a capo del nucleo centrale. Era lui a coordinare l’attività del sodalizio che si occupava di acquistare e importare dall’Albania la droga che arrivava in Gallura con le navi passeggeri provenienti da Civitavecchia e Livorno. All’interno dell’associazione ricoprivano un ruolo attivo sia la compagna di Malo che di Ervis Kapedani (ricercato), le quali, stando alle accuse, aiutavano i due nelle operazioni di compravendita della droga e del trasporto, tenendo i contatti con gli altri del sodalizio e occupandosi anche della cessione al dettaglio dello stupefacente. Tra gli altri difensori, gli avvocati Cristina e Pietro Cherchi, Guido Da Tome, Gianni Falchi, Salvatore Carlo Castronovo. (t.s.)
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