Anziane suore maltrattate, Oss maddalenina fa scoprire il caso
LA MADDALENA. Due operatrici socio-sanitarie dell’istituto “Suor della carità” di Cervia, struttura del litorale ravennate che ospita anziane suore, sono finite a processo con l’ accusa di...
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LA MADDALENA. Due operatrici socio-sanitarie dell’istituto “Suor della carità” di Cervia, struttura del litorale ravennate che ospita anziane suore, sono finite a processo con l’ accusa di maltrattamenti verso le degenti fino al marzo 2018. In particolare nei confronti di due ospiti di 86 e 91 anni di cui l'ultima morta di recente. La terza imputata è una coordinatrice del personale accusata di tentata violenza privata nei confronti della Oss, una 45enne originaria della Maddalena, dalla cui denuncia era partito il caso.
Quest'ultima, sentita in aula davanti al giudice Cecilia Calandra, ha detto di essere stata licenziata dopo le sue rivelazioni su strattoni, urla, parolacce e insulti che le colleghe da tempo rivolgevano alle suore. Ha spiegato di essersi rivolta prima ai vertici dell'istituto e, dato che non venivano presi provvedimenti, di essersi confidata con il vescovo della diocesi, Lorenzo Ghizzoni, quindi di essere infine andata dai carabinieri. Monsignor Ghizzoni, pure lui sentito, ha confermato le confidenze ricevute dalla 45enne, che si era presenta senza fornire il nome, ma solo come madre di quattro figli, e ha detto di essere poi andato a parlarne con la madre superiora per un primo vaglio della vicenda ricevendo una smentita sull'esistenza di casi nell'istituto cervese. Il vescovo ha poi precisato che, non trattandosi di una struttura diocesana, non rientrava nella sua giurisdizione: il suo intervento poteva dunque essere solo di natura morale.
Quest'ultima, sentita in aula davanti al giudice Cecilia Calandra, ha detto di essere stata licenziata dopo le sue rivelazioni su strattoni, urla, parolacce e insulti che le colleghe da tempo rivolgevano alle suore. Ha spiegato di essersi rivolta prima ai vertici dell'istituto e, dato che non venivano presi provvedimenti, di essersi confidata con il vescovo della diocesi, Lorenzo Ghizzoni, quindi di essere infine andata dai carabinieri. Monsignor Ghizzoni, pure lui sentito, ha confermato le confidenze ricevute dalla 45enne, che si era presenta senza fornire il nome, ma solo come madre di quattro figli, e ha detto di essere poi andato a parlarne con la madre superiora per un primo vaglio della vicenda ricevendo una smentita sull'esistenza di casi nell'istituto cervese. Il vescovo ha poi precisato che, non trattandosi di una struttura diocesana, non rientrava nella sua giurisdizione: il suo intervento poteva dunque essere solo di natura morale.
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