La Nuova Sardegna

Olbia

Rinaggiu, il Comune detta le regole

di Giuseppe Pulina
Rinaggiu, il Comune detta le regole

Il Consiglio approva a maggioranza la relazione della commissione. Le fonti restano un bene pubblico

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TEMPIO. Poteva essere il giorno da tempo annunciato, quello dell’ufficializzazione della messa in vendita del compendio di Rinaggiu, ma così non è stato. La seduta prenatalizia del consiglio comunale ha rinviato la prevedibile fumata bianca alla sua prossima seduta. Sarà così anche per le dichiarazioni di voto e il dibattito che un tema grosso come quello del futuro dell’area termale suscita immancabilmente ogni volta che viene affrontato. Nel frattempo, messa ai voti la semplice presa d’atto della relazione della commissione tecnica, il sindaco Gianni Addis ha incassato i voti favorevoli del suo gruppo e quattro astensioni da parte delle opposizioni.

Nello stesso modo si sono distribuiti i voti per i gli altri punti inseriti nell’ordine del giorno, tra i quali la presentazione delle linee di mandato per il 2020-2025. Ha fatto eccezione la mozione sul riconoscimento dell’Unesco del paesaggio culturale dell’isola. Un’opportunità ben gradita a tutto il consiglio comunale che ha, quindi, espresso un parere favorevole all’unanimità.

Difficilmente sarà così (ma sarà tutto da vedere) quando si dovrà mettere ai voti la conclusione della relazione sull’alienazione di Rinaggiu. Vale a dire la possibilità di cedere a privati o, comunque, a soggetti diversi dal Comune una delle aree simbolo della città. Un passaggio che molti considerano inevitabile, se non urgente a causa del progressivo degrado del compendio e delle sue strutture, e, di riflesso, per i costi che ne comporterebbero la riqualificazione e il recupero.

La lunga relazione tecnica, letta da Addis nella sua integralità, contiene comunque una rassicurazione: l’area che comprende le fonti e il boschetto in cui è immersa non è vendibile. Cioè continuerà a essere un bene pubblico. E così dovrebbe essere anche per lo spazio attraversato dalla strada sterrata che collega la Pischinaccia al complesso delle fonti. Attraverso la lettura della relazione si è appreso che i passaggi da seguire non sono pochi. Bisognerà, ad esempio, adeguare nel Puc la destinazione urbanistica e indici di fabbricabilità. Qualsiasi intervento dovrà essere rispettoso dell’esistente e il bando di vendita dovrà indicare scelte di interesse pubblico. La questione è delicata e piuttosto sentita dai tempiesi. Forse anche per questo il sindaco Addis ha sentito il bisogno di precisare che «la vendita del compendio non risponde a scelte aziendalistiche o al bisogno di fare cassa, come generalmente avviene quando ci sono dismissioni». Insomma, nessuno vuole disfarsi di Rinaggiu. Di dismissione però si tratta. Questa, secondo la relazione della commissione tecnica, avrebbe lo scopo di indurre il privato a generare una ricaduta di effetti benefici per la comunità, indirizzando l’acquirente verso un programma capace di offrire determinate garanzie. Ma sarà bene vigilare. Lo suggerisce la relazione dei tecnici e lo pensano un po’ tutti, amministratori e cttadini. La relazione raccomanda il massimo controllo con un’azione preventiva e non solo di verifica sui progetti dell’imprenditore che dovrà prendersi cura del compendio di Rinaggiu, trovando la giusta misura tra il suo profitto e tutela del bene. Se dismissione poi dovesse essere, questa non dovrà comunque disimpegnare gli amministratori comunali nell’opera di valorizzazione di quella parte non trascurabile del compendio (le fonti) che in ogni caso rimarrà di proprietà pubblica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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