Droga in Gallura per i trafficanti sarà pugno di ferro
di Tiziana Simula
Il bilancio dell’attività del procuratore Gregorio Capasso In evidenza le inchieste sul Covid e sulla violenza di genere
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TEMPIO. L’indagine sui contagi Covid legati alla riapertura delle discoteche in Costa Smeralda e il caso Grillo che vede indagati per violenza sessuale il secondogenito del fondatore e leader del Movimento 5Stelle e tre suoi amici, sono due delle più importanti inchieste della Procura di Tempio balzate alla cronaca nazionale. Due casi delicati e di forte impatto mediatico che si sono intrecciati alle molteplici inchieste portate avanti dal procuratore Gregorio Capasso e dai quattro magistrati che lo affiancano, in un territorio come quello della Gallura caratterizzato da forti interessi economici e aree di pregio ambientale da tutelare. Una realtà segnata da un alto numero di casi di Codice Rosso. Ma anche porta d’ingresso per fiumi di droga che arrivano nell’isola attraverso il porto e l’aeroporto di Olbia.
Fiumi di droga. Sequestri di ingenti quantitativi di stupefacente – si parla anche di sei chili di cocaina – sono avvenuti nel corso dell’anno. E la Procura ha usato il pugno di ferro chiedendo pene esemplari nei confronti dei trafficanti e corrieri della droga finiti a processo. L’ultima sentenza di qualche giorno fa, ne è l’esempio, con la condanna di un 35enne di Galtellì, incensurato, a sette anni di reclusione.
4mila procedimenti penali. Ciò che balza all’occhio nel bilancio di fine anno della Procura, è il dato in controtendenza dell’ufficio gallurese, riconosciuto dal ministero della Giustizia e riportato dal procuratore generale all’inaugurazione dell’anno giudiziario: ovunque si registra un calo delle iscrizioni ad eccezione di Tempio che ha, invece, registrato un incremento del 16 per cento dei fascicoli. A riprova della “vivacità” del territorio ma anche dell’intenso lavoro svolto da chi in quell’ufficio opera. E lo fa in condizioni a dir poco di precarietà, con un organico sottodimensionato con 14 persone in servizio a fronte di 21 in organico, e soli 5 magistrati compreso il procuratore. «Malgrado la situazione emergenziale dovuta al Covid – spiega Capasso – il nostro ufficio nel corso dell’anno giudiziario ha incamerato la bellezza di 4133 procedimenti a carico di noti».
Codice rosso e ambiente. Sempre alta l’attenzione verso la violenza di genere e a danno di minori: nel corso del 2020 sono stati iscritti a carico di noti 170 procedimenti per maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, stalking, lesioni aggravate. L’accelerata nelle indagini introdotta dal Codice rosso è affiancata da due protocolli voluti e adottati dal procuratore per contrastare la violenza di genere e tutelare donne e minori.
Altrettanto rappresentativo è il dato relativo all’attività sulla tutela dell’ambiente e il rispetto delle leggi urbanistiche. «È stato effettuato anche da me personalmente un monitoraggio capillare del territorio e in particolare della fascia costiera di competenza che va da Porto Taverna fino a Badesi per individuare situazioni di criticità. Sono stati eseguiti 95 sequestri nel biennio 2019-2020, 55 solo nel 2020, anche in zone di particolare pregio ambientale, quasi tutti confermati dal tribunale del Riesame di Sassari.
Le altre inchieste. Il femminicidio di Arzachena e la drammatica storia del 12enne segregato, conclusi col processo di primo grado con pesanti condanne per gli imputati, hanno segnato tristemente il corso dell’anno. I riflettori della Procura sono ora puntati sul caso Covid, e su altri importanti inchieste che riguardano il maltrattamento di animali, il complesso del Geovillage e reati finanziari relativi a yacht di lusso. Prospettive per il nuovo anno? «Il nostro obiettivo – conclude Capasso – è quello di far rinascere questo ufficio e di far diventare la Procura di Tempio un modello organizzativo da seguire e non un ufficio problematico da evitare».
Fiumi di droga. Sequestri di ingenti quantitativi di stupefacente – si parla anche di sei chili di cocaina – sono avvenuti nel corso dell’anno. E la Procura ha usato il pugno di ferro chiedendo pene esemplari nei confronti dei trafficanti e corrieri della droga finiti a processo. L’ultima sentenza di qualche giorno fa, ne è l’esempio, con la condanna di un 35enne di Galtellì, incensurato, a sette anni di reclusione.
4mila procedimenti penali. Ciò che balza all’occhio nel bilancio di fine anno della Procura, è il dato in controtendenza dell’ufficio gallurese, riconosciuto dal ministero della Giustizia e riportato dal procuratore generale all’inaugurazione dell’anno giudiziario: ovunque si registra un calo delle iscrizioni ad eccezione di Tempio che ha, invece, registrato un incremento del 16 per cento dei fascicoli. A riprova della “vivacità” del territorio ma anche dell’intenso lavoro svolto da chi in quell’ufficio opera. E lo fa in condizioni a dir poco di precarietà, con un organico sottodimensionato con 14 persone in servizio a fronte di 21 in organico, e soli 5 magistrati compreso il procuratore. «Malgrado la situazione emergenziale dovuta al Covid – spiega Capasso – il nostro ufficio nel corso dell’anno giudiziario ha incamerato la bellezza di 4133 procedimenti a carico di noti».
Codice rosso e ambiente. Sempre alta l’attenzione verso la violenza di genere e a danno di minori: nel corso del 2020 sono stati iscritti a carico di noti 170 procedimenti per maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, stalking, lesioni aggravate. L’accelerata nelle indagini introdotta dal Codice rosso è affiancata da due protocolli voluti e adottati dal procuratore per contrastare la violenza di genere e tutelare donne e minori.
Altrettanto rappresentativo è il dato relativo all’attività sulla tutela dell’ambiente e il rispetto delle leggi urbanistiche. «È stato effettuato anche da me personalmente un monitoraggio capillare del territorio e in particolare della fascia costiera di competenza che va da Porto Taverna fino a Badesi per individuare situazioni di criticità. Sono stati eseguiti 95 sequestri nel biennio 2019-2020, 55 solo nel 2020, anche in zone di particolare pregio ambientale, quasi tutti confermati dal tribunale del Riesame di Sassari.
Le altre inchieste. Il femminicidio di Arzachena e la drammatica storia del 12enne segregato, conclusi col processo di primo grado con pesanti condanne per gli imputati, hanno segnato tristemente il corso dell’anno. I riflettori della Procura sono ora puntati sul caso Covid, e su altri importanti inchieste che riguardano il maltrattamento di animali, il complesso del Geovillage e reati finanziari relativi a yacht di lusso. Prospettive per il nuovo anno? «Il nostro obiettivo – conclude Capasso – è quello di far rinascere questo ufficio e di far diventare la Procura di Tempio un modello organizzativo da seguire e non un ufficio problematico da evitare».
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