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Olbia

«I negozi rischiano di non farcela più»

di Giuseppe Pulina
«I negozi rischiano di non farcela più»

Saba, presidente di Confcommercio, lancia l’allarme «Perdite senza precedenti: meno 75% per bar e ristoranti»

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TEMPIO . Sarà un magro Natale per i commercianti della città. Il periodo delle feste sarebbe dovuto essere, secondo le speranze di tutti, l'occasione per riprendere il fiato e rilanciare le attività. Tanti sono, invece, gli indizi che inducono a pensare che così non sarà. Indizi come gli inevitabili effetti dell’ultimo decreto anti-Covid, l’aria di crisi che tira da più parti e, soprattutto, lo scoramento che si legge visibilmente nelle parole e nei visi di molti commercianti. Per Patrizio Saba, presidente di Confcommercio Alta Gallura, potrebbero esserci settori più colpiti di altri, anche se il bilancio negativo alla fine riguarderà un po’ tutti gli esercizi. Il timore è che, dopo le festività, più di un'attività possa non farcela ad andare avanti. Lo farebbero pensare anche le amareggiate considerazioni di Saba: «Gli operatori lamentano una perdita senza precedenti e, tra questi, c'è il settore dell’abbigliamento che prevede una chiusura con un meno 50%. In questo momento, nemmeno gli acquisti online rappresentano il vero ostacolo, ma i consumatori sono divisi tra l’impossibilità economica e la paura del futuro incerto che suggerisce maggiori attenzioni nella spesa». Le vendite online che fanno meno paura ai titolari di negozi: una notizia davvero insolita che la dice tutta sulle reali preoccupazioni dei commercianti che si sentono sempre più messi alle strette. Ma ci sarebbe di più: «Diversa è la situazione nella ristorazione, bar compresi, dove il calo raggiunge punte del 75% e mette a forte rischio la possibilità di ripartire con il nuovo anno. È in questo settore che si percepisce un forte disappunto verso il governo, ritenuto incapace di fornire indicazioni precise. Si è parlato di un possibile lockdown ma senza decisioni tempestive in merito è diventato difficile, se non impossibile, anche strutturare le forniture per il periodo in questione». Saba ci va duro con il governo e chiede l’intervento delle amministrazioni locali, di certo sollecitato dai tanti commercianti di cui è portavoce: «Alla grave pandemia, secondo il pensiero della maggior parte di commercianti e imprenditori, si aggiunge l’incapacità del governo a gestire la situazione. L’azione si limita infatti all’elemosina per pochi e alla condanna per i più. Serviranno azioni decise di rilancio non appena sarà possibile riprendere una vita meno ristretta. Azioni che soprattutto le amministrazioni locali dovranno intraprendere senza indugi, coinvolgendo il più possibile ogni singola energia disponibile».

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