Storie e sentimenti da “Bruciare come carta”
Pubblicato il terzo romanzo “con il cuore in mano” della giovane scrittrice olbiese Daniela Pintus
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OLBIA. Nuova prova editoriale per la giovane scrittrice olbiese Daniela Pintus, capace di una istintiva e tormentata scrittura “con il cuore in mano”. “Bruciare come carta”, fresco di stampa, segue i due precedenti romanzi “In cerca di me” e “Vuoi sposarmi ogni giorno?”, pubblicati in rapida successione con un certo successo di pubblico. Soprattutto il secondo, tenero e doloroso diario di un grande amore, spezzato da una tragedia.
Daniela Pintus ritorna ancora sui suoi passi e sulle sue lacrime per raccontare ancora sentimenti che altrimenti rischierebbero di esplodere nel suo cuore. «La prima pagina di "Bruciare come carta", inizia quattro anni fa – spiega la scrittrice olbiese – . Esattamente poco dopo l'uscita del primo libro. Nelle strade di Londra, seduta su una panchina. trovavo la pace e il libro veniva fuori... Poi la vita è più forte di ogni cosa, è più forte delle nostre scelte, più forte dei desideri. Le pagine di "Bruciare come carta" in una camera nell'east London si sono perse. Ora posso dire che alcune di quelle pagine inventate nella finzione letteraria si sono poi rivelate premonitrici e rivelatorie per il mio destino». «Dopo un anno – continua – c'è stato il mio secondo libro che ha urlato per venire fuori. Ma non è "Bruciare come carta", è tutta un'altra storia. Ma lui, lui è l'arteria principale del mio cuore. "Vuoi sposarmi ogni giorno?" ancora pompa sangue e aria per la mia esistenza. E quell'altro libro dove era finito? Dopo un anno l’ho ripreso con una certa paura, ma anche con la consapevolezza che non poteva essere come gli altri precedenti. Il lettore doveva dimenticarmi. Doveva dimenticare la mia storia, doveva solo leggere “una storia. Una storia diversa. Doveva solo vedere il dolore che si può provare nella vita, doveva solo immedesimarsi in una paura. Doveva innamorarsi del potere. Il lettore doveva capire il buio di una dipendenza, come doveva capirne l'ebbrezza. Il lettore doveva entrare dentro ogni aspetto che la vita ci propone. Nessuno di noi è perfetto. Noi siamo strascichi di ciò che è stato. Siamo soli al mondo. Non c'è valore che tenga di fronte al dolore, all'invidia, all'ingenuità, alla dedizione. Con questo libro io ho voluto mostrare, a mio parere, cosa è il buio e cosa è la luce». (m.b.)
Daniela Pintus ritorna ancora sui suoi passi e sulle sue lacrime per raccontare ancora sentimenti che altrimenti rischierebbero di esplodere nel suo cuore. «La prima pagina di "Bruciare come carta", inizia quattro anni fa – spiega la scrittrice olbiese – . Esattamente poco dopo l'uscita del primo libro. Nelle strade di Londra, seduta su una panchina. trovavo la pace e il libro veniva fuori... Poi la vita è più forte di ogni cosa, è più forte delle nostre scelte, più forte dei desideri. Le pagine di "Bruciare come carta" in una camera nell'east London si sono perse. Ora posso dire che alcune di quelle pagine inventate nella finzione letteraria si sono poi rivelate premonitrici e rivelatorie per il mio destino». «Dopo un anno – continua – c'è stato il mio secondo libro che ha urlato per venire fuori. Ma non è "Bruciare come carta", è tutta un'altra storia. Ma lui, lui è l'arteria principale del mio cuore. "Vuoi sposarmi ogni giorno?" ancora pompa sangue e aria per la mia esistenza. E quell'altro libro dove era finito? Dopo un anno l’ho ripreso con una certa paura, ma anche con la consapevolezza che non poteva essere come gli altri precedenti. Il lettore doveva dimenticarmi. Doveva dimenticare la mia storia, doveva solo leggere “una storia. Una storia diversa. Doveva solo vedere il dolore che si può provare nella vita, doveva solo immedesimarsi in una paura. Doveva innamorarsi del potere. Il lettore doveva capire il buio di una dipendenza, come doveva capirne l'ebbrezza. Il lettore doveva entrare dentro ogni aspetto che la vita ci propone. Nessuno di noi è perfetto. Noi siamo strascichi di ciò che è stato. Siamo soli al mondo. Non c'è valore che tenga di fronte al dolore, all'invidia, all'ingenuità, alla dedizione. Con questo libro io ho voluto mostrare, a mio parere, cosa è il buio e cosa è la luce». (m.b.)
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