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Olbia

«Con lo sbarco a Olbia il fondo F2i ha fatto un affare»

Giandomenico Mele
«Con lo sbarco a Olbia il fondo F2i ha fatto un affare»

Devoto (Università di Cagliari) analizza le opportunità dell’acquisto di Geasar. «Il Costa Smeralda è un unicum, la sfida è allargare stagione e destinazioni» 

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OLBIA. «F2i-Sgr è un gruppo finanziariamente importante, con grande solidità, che possiede quote rilevanti in grandi aeroporti italiani, tra i quali Linate e Malpensa. Parliamo di un gruppo privato, che cerca di fare business all’interno di una economia di scala. In questo senso la Sardegna può rappresentare una piattaforma per creare una sinergia tra gli scali di Olbia e Alghero. Potranno scambiarsi strutture tecniche e personale. Le prospettive a mio avviso sono ottime, conosco i vertici di F2i e si tratta di persone serie e competenti». Roberto Devoto, docente nella facoltà di Ingegneria civile dell’Università di Cagliari ed esperto di trasporto aereo, guarda con ottimismo alla rivoluzione degli assetti aeroportuali in Sardegna.

Il via libera. F2i Sgr Spa ha ricevuto il via libera da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato all’acquisizione della Geasar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia. L’Antitrust ha adottato una delibera con la quale ha stabilito di non dover avviare alcuna istruttoria sull’operazione di concentrazione, visto che non viene ravvisata «la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza». F2i ha così ufficialmente acquisito il controllo dell'aeroporto di Olbia, ponendo le basi per la creazione di un polo aeroportuale del nord della Sardegna, avendo già la quota di maggioranza della società di gestione dello scalo di Alghero. L’operazione riguarda l'acquisizione da parte della F2i Aeroporti 2 del 79,8% delle quote di Geasar e delle sue controllate attualmente detenute da Alisarda Spa. Le Camere di commercio di Sassari e di Nuoro e la Regione rimarranno azioniste di Geasar con circa il 20% del capitale.

Il prossimo futuro. «Una società che subentra – dice Devoto – in genere vuole mettere ai vertici i propri uomini. Il gruppo F2i subentra con risorse importanti da impiegare. Ma Geasar ha funzionato ed è stata finora guidata in modo egregio. E non dimentichiamo poi che c’è anche Eccelsa, la società che gestisce i voli privati dell’Aviazione generale, un business importante per Olbia».

Ryanair. La forte stagionalità degli scali sardi resta il tratto distintivo. Il Covid-19 ha fatto perdere all’aeroporto di Olbia quasi 2 milioni di passeggeri rispetto al 2019, anno in cui il Costa Smeralda aveva sfiorato i 3 milioni di transiti. C’è veramente spazio per lo sbarco a Olbia di nuove compagnie low cost? Si fa con insistenza il nome di Ryanair. «Proprio la presenza di Ryanair sullo scalo di Alghero, di proprietà di F2i – sottolinea ancora Devoto – rende plausibile l’ipotesi dell’arrivo a Olbia, allargando le opzioni per il traffico leisure verso le destinazioni italiane ed europee. Sarà fondamentale coniugare il business con Alghero, senza creare doppioni sulle rotte. In questo caso lo scalo più debole, cioè Alghero, potrebbe risentirne. Bisogna bilanciare rotte, destinazioni e frequenze. La domanda aumenta se aumentano le rotte».

Un ottimo affare. L’opinione di Roberto Devoto è che F2i abbia fatto un ottimo affare con l’acquisizione della Geasar. Allo stesso tempo un fondo infrastrutturale di questo livello può portare a una gestione virtuosa, con investimenti che si rifletterebbero in benefici all’intero territorio. «La funzione dell’aeroporto sarà quella di veicolare il turismo su tutto il territorio regionale – spiega Devoto – Olbia rappresenta un unicum nel portafoglio di F2i, hanno la possibilità di sviluppare diverse strategie, a partire dalla valorizzazione di un turismo che ha un segmento lusso e superlusso, ma non solo. La grande sfida sarà quella di allargare ai mesi di spalla, cercando di non fossilizzarsi sui collegamenti per Milano e Roma, ma lavorando per attrarre domanda business sui mesi di spalla. Verona, Bologna, Napoli e Catania. Sono solo alcune delle rotte che nel momento in cui il Covid mollerà la presa – conclude il docente universitario – potranno essere interessanti opportunità per il territorio».

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