La Nuova Sardegna

Olbia

Ultimatum del Comune alle Poste

di Giuseppe Pulina
Ultimatum del Comune alle Poste

La giunta è pronta a ricorrere alle vie legali se non si ripristinano i vecchi orari

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TEMPIO. L’ultimatum scade oggi. Se l’amministrazione comunale non dovesse ancora una volta ricevere alcuna risposta dalla Direzione delle Poste, si ricorrerà alle vie legali. Dopo le “amichevoli” richieste di ripristinare gli originari orari di apertura del servizio postale, oggi limitato alla sola mattina, si passerà così a carte bollate e diffide sempre più formali. Di tempo, in effetti, ne è passato da quando, lo scorso 3 dicembre, il Comune inoltrò una prima segnalazione alla Direzione generale delle Poste. In quella comunicazione veniva richiesto l'immediato ripristino degli orari di apertura al pubblico, motivando la richiesta con le stesse ragioni che in fin dei conti dovrebbero avere indotto le Poste a ridurre la fascia oraria del servizio, vale a dire la necessità di limitare il più possibile le occasioni di contagio. Per Addis, invece, «il ripristino dell'orario ordinario appare più idoneo a garantire il distanziamento sociale tra le persone, evitando le attuali concentrazioni di utenti presso l'Ufficio nelle sole ore di attuale apertura». Ma c’è un altro punto sul quale l’amministrazione comunale esprime tutta la sua contrarietà: la mancata concertazione, e cioè il fatto che qualsiasi modifica dell'offerta all'utenza dovrebbe necessariamente essere valutata ed eventualmente concordata tra le parti. L’obiettivo di sindaco e giunta coincide con l’auspicio dei cittadini, che vorrebbero smetterla di fare lunghe file all’aperto anche per operazioni ordinarie come il pagamento di bollette o l’invio di una raccomandata. La richiesta dello scorso 3 dicembre non ha sortito alcun effetto, e da parte dei vari uffici (Roma, Sassari e Tempio) non è arrivata alcuna risposta. E così, il 15 dicembre, questa volta con il coinvolgimento dello studio legale, è stata inviata alle Poste una seconda missiva con lo stesso oggetto (l’immediato ripristino del vecchio orario di servizio, dalle 8 alle 18:50), ma con toni meno concilianti. Sino ad ora, però, nessuna risposta, malgrado la lettera specificasse che «in difetto di adempimento e di positivo riscontro entro e non oltre giorni quindici dalla ricezione del presente atto, il Comune di Tempio Pausania sarà costretto, suo malgrado, a rivolgersi alle preposte autorità, nessuna esclusa, per il ripristino del pieno servizio pubblico». Se sarà muro contro muro, lo si potrebbe scoprire quest’oggi, termine ultimo per l’attesa risposta. Il sindaco promette di tenere aggiornati i cittadini sugli sviluppi che la vicenda prenderà. Ad accettare di buon grado il ripristino del vecchio orario potrebbero essere anche gli stessi operatori del servizio, per i quali un orario più lungo equivarrebbe a file meno lunghe e a dosi minori di stress dietro gli sportelli.

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