Il Csm dice no: in tribunale due giudici e non tre
di Tiziana Simula
Il Plenum ha ridotto il numero dei magistrati, il terzo va in Procura. Magliulo: «Siamo punto e a capo»
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TEMPIO. Tre nuovi giudici in arrivo. Anzi, no. Due. Perché ieri è successo ciò che nessuno in tribunale, soprattutto il suo presidente Giuseppe Magliulo, si sarebbe mai aspettato: il Plenum del Csm non ha approvato la proposta che assegnava tre giudici di nuova nomina (Mot, magistrati ordinari in tirocinio), al palazzo di giustizia gallurese. Il numero è stato ridotto a due. Il terzo magistrato è stato assegnato alla Procura di Tempio. Anche l’ufficio guidato dal procuratore Gregorio Capasso aveva chiesto al Csm la nomina di due sostituti procuratori in organico.
La decisione del Plenum (9 voti contrari) è arrivata come una doccia gelida sul presidente Magliulo. Che non si aspettava proprio questa correzione, vista la paralisi in cui versa il tribunale. «Già con l’arrivo dei tre mot eravamo al minimo indispensabile per garantire almeno le urgenze – dice – Questa riduzione ci impedirà di programmare come avremmo voluto, anche in vista di possibili trasferimenti in primavera di giudici attualmente in servizio. Tra chi potrebbe andare via e chi arriverà in autunno, ci ritroveremo di fatto punto e a capo».
Per il tribunale di Tempio, insomma, non c’è pace.
Il numero dei giudici in servizio (ora nove) salirà con l’arrivo dei due magistrati a undici. Due in meno rispetto ai 13 della pianta organica ampliata. La giustizia gallurese resta ancora al palo, schiacciata dal carico di lavoro, con 2mila fascicoli a testa che gravano pesantemente su ogni giudice e una percentuale di prescrizioni che sfiora il 70 per cento. Vicende giudiziarie anche pesantissime – comprese violenze sessuali – che finiscono con un nulla di fatto. Prescritte. Una condizione di denegata giustizia come la definisce lo stesso Magliulo, vecchia di dieci anni, che si è trasformata nel tempo in una sostanziale paralisi di ogni attività. Lo stesso ampliamento della pianta organica concesso e che ha portato a 13 il numero dei giudici (più il presidente di sezione e il presidente del tribunale) è comunque insufficiente a far fronte al reale carico di lavoro. Si chiedeva per questo di portare a 16 il numero dei giudici. Ma di fatto, ad oggi, non si riesce a coprire neppure i 13 della pianta organica.
La decisione del Plenum (9 voti contrari) è arrivata come una doccia gelida sul presidente Magliulo. Che non si aspettava proprio questa correzione, vista la paralisi in cui versa il tribunale. «Già con l’arrivo dei tre mot eravamo al minimo indispensabile per garantire almeno le urgenze – dice – Questa riduzione ci impedirà di programmare come avremmo voluto, anche in vista di possibili trasferimenti in primavera di giudici attualmente in servizio. Tra chi potrebbe andare via e chi arriverà in autunno, ci ritroveremo di fatto punto e a capo».
Per il tribunale di Tempio, insomma, non c’è pace.
Il numero dei giudici in servizio (ora nove) salirà con l’arrivo dei due magistrati a undici. Due in meno rispetto ai 13 della pianta organica ampliata. La giustizia gallurese resta ancora al palo, schiacciata dal carico di lavoro, con 2mila fascicoli a testa che gravano pesantemente su ogni giudice e una percentuale di prescrizioni che sfiora il 70 per cento. Vicende giudiziarie anche pesantissime – comprese violenze sessuali – che finiscono con un nulla di fatto. Prescritte. Una condizione di denegata giustizia come la definisce lo stesso Magliulo, vecchia di dieci anni, che si è trasformata nel tempo in una sostanziale paralisi di ogni attività. Lo stesso ampliamento della pianta organica concesso e che ha portato a 13 il numero dei giudici (più il presidente di sezione e il presidente del tribunale) è comunque insufficiente a far fronte al reale carico di lavoro. Si chiedeva per questo di portare a 16 il numero dei giudici. Ma di fatto, ad oggi, non si riesce a coprire neppure i 13 della pianta organica.
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