Il guard rail gli amputò la gamba: caso archiviato
Gian Paolo Spanu, 34 anni, morì dissanguato. Il gip: incidente provocato dalla guida imprudente
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LOIRI PORTO SAN PAOLO. Non c’è nessun responsabile per la morte di Gian Paolo Spanu, muratore di Olbia. Il 22 ottobre 2014, mentre percorreva la sp 24 all’altezza di Azzanì, perse il controllo dell’auto che aveva sbandato finendo contro il guard rail: le lamiere si conficcarono nell’abitacolo, recidendogli di netto la gamba sinistra. Morì dissanguato, a 34 anni. Il gip del tribunale di Tempio Marco Contu ha disposto l’archiviazione del procedimento penale. L’incidente, così emerge da consulenze e accertamenti eseguiti in questi sei anni, è stato causato dalla guida imprudente dell’automobilista il quale, prima dell’impatto contro il guard rail, viaggiava a 95-100 chilometri orari, velocità non adeguata su una strada con l’asfalto reso viscido dalla pioggia. Non sono emerse altre concause: non è stato possibile fare nessuna valutazione sul pezzo del guard rail “incriminato” perché non disponibile, nonostante le ricerche svolte. Per quattro volte la Procura ha chiesto l’archiviazione e per tre volte altrettanti giudici diversi hanno disposto che venissero fatte ulteriori indagini in seguito all’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall’avvocato Giuseppe Bardini che assiste la vedova e i quattro figli della vittima. Secondo il legale, la morte di Spanu sarebbe stata provocata dal guard rail in quel punto gravemente lesionato o assente. Quindi anziché proteggere e impedire l’uscita di strada della macchina, si era conficcato nell’abitacolo. Ma l’esito delle consulenze disposte dal pm e le investigazioni integrative svolte, attribuiscono la responsabilità unicamente alla guida imprudente dell’uomo. Il gip che ha condiviso le conclusioni della Procura ha, quindi, archiviato il caso.
«Non commento il provvedimento e mi limito a prenderne atto – dice l’avvocato Bardini –, ma non posso non nascondere l'amarezza di dover constatare che, in sostanza, così vengono legittimati migliaia di chilometri di vecchi guard rail "killer" che, in tutta la rete viaria italiana, risultano palesemente obsoleti, inadeguati, spesso danneggiati e deformati e, quel che è peggio “tollerati” anche da chi per legge dovrebbe controllarli. Guard rail fuori norma da almeno 25 anni che anziché essere rimossi e adattati alla nuova normativa di sicurezza e alla loro principale funzione, quella di minimizzare gli effetti di incidenti stradali e proteggere gli automobilisti, ne provocano la morte, come già successo troppe volte». (t.s.)
«Non commento il provvedimento e mi limito a prenderne atto – dice l’avvocato Bardini –, ma non posso non nascondere l'amarezza di dover constatare che, in sostanza, così vengono legittimati migliaia di chilometri di vecchi guard rail "killer" che, in tutta la rete viaria italiana, risultano palesemente obsoleti, inadeguati, spesso danneggiati e deformati e, quel che è peggio “tollerati” anche da chi per legge dovrebbe controllarli. Guard rail fuori norma da almeno 25 anni che anziché essere rimossi e adattati alla nuova normativa di sicurezza e alla loro principale funzione, quella di minimizzare gli effetti di incidenti stradali e proteggere gli automobilisti, ne provocano la morte, come già successo troppe volte». (t.s.)
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