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Olbia

Ladri in trasferta a Trinità colpo in una gioielleria

di Tiziana Simula
Ladri in trasferta a Trinità colpo in una gioielleria

Furto da 4mila euro: ai domiciliari padre e figlio arrivati dalla Marina di Sorso Hanno sfondato la vetrata e neutralizzato l’allarme col poliuretano espanso

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TRINITÀ D’AGULTU. Il colpo notturno alla gioielleria “Giannella”, a Trinità D’Agultu, messo a segno nella notte tra il 27 e il 28 dicembre ha fruttato ai malviventi un bottino “prezioso”: gioielli in oro e argento per un valore di 4mila euro. I ladri sono entrati in azione nel negozio di Antonia Giovanna Maria Casu, in via Sassari 11, armati di poliuretano espanso con cui hanno neutralizzato il sistema di allarme, due mole con cui hanno tagliato il lucchetto e le cerniere delle inferriate che proteggevano l’ingresso della gioielleria e palanchi artigianali utilizzati per sfondare la vetrata del negozio.

Gli autori del furto avvenuto nel paese gallurese sono stati già acciuffati dai carabinieri di Sassari. Si tratta di Dragan Hadzovic, 45 anni, bosniaco, e di suo figlio Massimiliano Sejdovic, 24 anni, entrambi difesi dall’avvocato Danilo Mattana. A loro i militari sono risaliti per caso, mentre erano impegnati in una perquisizione domiciliare a casa di Dragan Hadzovic, nella Marina di Sorso, nell’ambito di un altro procedimento penale. I due sono stati ritenuti responsabili del furto dei gioielli e della ricettazione di due targhe di auto risultate rubate a Sassari il giorno prima del colpo a Trinità D’Agultu, usate, secondo i carabinieri, nella macchina che avrebbero utilizzato per compiere il furto.

Il gip del tribunale di Sassari Carmela Rita Serra ha convalidato il fermo e ha disposto per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari. Inutile il tentativo di Massimiliano Sejdovic di addossarsi ogni colpa, sostenendo nell’interrogatorio davanti al gip di aver agito da solo, scagionando di fatto il padre. Per entrambi sono scattati i domiciliari nella casa della Marina di Sorso.

Ora però il proseguo della vicenda giudiziaria passerà per competenza al tribunale di Tempio essendo stato commesso il fatto in Gallura. Il gip di Sassari ha dichiarato la propria incompetenza per territorio e ha ordinato la trasmissione degli atti al pubblico ministero del tribunale di Tempio.

I gioielli rubati dal negozio “Giannella” erano stati ritrovati dai carabinieri qualche ora dopo il furto messo a segno dai ladri in trasferta. Quando i militari sono entrati nell’abitazione per la perquisizione disposta dal pm per un’altra vicenda, hanno trovato i pezzi d’oro e d’argento portati via dalla gioielleria, e altri elementi riconducibili a quel furto: scarpe e giubbotti sporchi di poliuretano espanso dello stesso tipo di quello utilizzato per il furto, le due targhe automobilistiche, mentre all’interno della macchina parcheggiata nel cortile dell’abitazione hanno trovato e sequestrato due mole e palanchi artigianali utilizzati, stando all’attività investigativa dei carabinieri, per tagliare le inferriate e sfondare la vetrata della gioielleria.

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