Monte Pino, in uno stazzo i fusti dell’esercito nazista

Scoperti tra i cespugli due bidoni da 200 litri di carburante usati dalla Wehrmacht Nel 1943 il passaggio in Gallura dei soldati tedeschi diretti nei porti della Corsica

OLBIA. Le campagne sono spesso un cimitero del passato. Tra strade bianche e macchia mediterranea è facile imbattersi in vecchie auto arrugginite, elettrodomestici primitivi e altri oggetti di vita quotidiana sconfitti dalla storia. Ma ciò che è stato visto e fotografato nella zona di Monte Pino, a una manciata di chilometri da Olbia, è davvero sorprendente. Tra i cespugli cresciuti davanti a uno stazzo disabitato ci sono due robusti bidoni per il carburante da 200 litri. Si leggono alcune scritte in tedesco. E una in particolare spazza via ogni dubbio sull’origine dei fusti: Wehrmacht, il nome delle forze armate tedesche durante il nazismo. Rifiuti evidentemente abbandonati dall’esercito durante la permanenza nell’isola e poi riutilizzati da chi nelle campagne viveva e lavorava.

Fusti nazisti. Sembrano dei bidoni qualsiasi. Ma basta provare a leggere e a tradurre le scritte in tedesco per rendersi conto che i fusti, cerchiati e zincati, sono cimeli della seconda guerra mondiale. C’è una data: 1943. Poi due parole: kraftstoff (carburante) e feuergefahrlich (infiammabile). Infine Wehrmacht, le forze armate della Germania dal 1935 al 1946, quando furono ufficialmente sciolte dopo la resa. I bidoni, in Gallura, sono stati notati da poco e immortalati a Monte Pino, di fronte a uno grande stazzo disabitato. Furono abbandonati dalle guarnigioni in quel periodo di stanza nella zona. Oppure dalla lunga colonna dell’esercito tedesco che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, attraversò la Sardegna da sud a nord per poi lasciare l’isola. Erano i soldati della 90esima Panzerdivision, diretti verso i porti della vicina Corsica.

Il riutilizzo. Durante la loro permanenza nell’isola, e anche durante la ritirata da sud a nord, i militari tedeschi lasciarono lungo le strade non pochi rifiuti, tra cui i bidoni del carburante che serviva per alimentare camion e carri armati. A parte i due che ancora oggi si trovano a Monte Pino, almeno fino ad alcuni anni fa non era raro trovare fusti simili nei terreni delimitati dai muretti a secco. I bidoni dell’esercito nazista, infatti, una volta passati i soldati furono raccolti dalla gente del posto per conservare il mangime per gli animali oper conservare l’acqua. Anche in altri stazzi della zona di Monte Pino, per esempio, è vivo il ricordo dei bidoni dell’esercito di Hitler. Stessa cosa poco più lontano, nelle campagne di Telti, dove un cantoniere raccolse un fusto tedesco e poi lo lavò con la sabbia e l’acqua del fiume, utilizzandolo per conservare il grano. Considerato il periodo, il fusto pieno di grano venne nascosto sottoterra, come un tesoro che, un giorno, sarebbe tornato utile per sfamare la famiglia.

Tedeschi in Gallura. Il passaggio dei nazisti per le campagne e i centri abitati fu un fatto che segnò la vita e i ricordi di migliaia di sardi. Ad esempio, un gallurese di nome Paolo Pitzoi, classe 1927, scomparso pochi anni fa, una notte del settembre del 1943, da solo e in aperta campagna, si imbatté nei carri armati tedeschi in ritirata, a Luogosanto. Pitzoi raccontò più volte la storia di quella notte agli studenti delle scuole di Olbia. Una avventura che alla fine divenne anche un libro per ragazzi, intitolato «Il percorso impossibile», edito da Taphros e con le illustrazioni del fumettista Antonio Polese.

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