Grendi: il primo cargo a febbraio

Golfo Aranci, l’armatore attende il via libera dell’Authority. L’iter per la concessione riparte giovedì

GOLFO ARANCI. «Contiamo di essere operativi entro la metà di febbraio. Per ora tutto è congelato, ma ripartiremo con l’iter per la concessione demaniale marittima a Golfo Aranci già dal 7 gennaio». Antonio Musso, amministratore delegato del gruppo Grendi, aspetta i tempi tecnici dell’Autorità portuale e il cargo proveniente da Marina di Carrara il prossimo febbraio dovrebbe toccare la banchina di Golfo Aranci. Il condizionale resta d’obbligo, in attesa della formalizzazione della concessione demaniale. La contrarietà del Comune di Golfo Aranci è totale, quindi un punto interrogativo non si può del tutto eliminare.

Il via libera. «Dovremo essere operativi entro febbraio, non vogliamo mettere scadenze rigide ma è ovvio che si dovrà partire al più presto – conferma Musso –. Sappiamo che restano delle posizioni di contrarietà e che l’Autorità portuale ha preso in considerazione le obiezioni del Comune sulla viabilità e sull’impatto visivo dei nostri container. Ma non c’è nulla di formale. Non abbiamo nessuna intenzione di aprire una guerra fatta di ricorsi al Tar, l’Authority dovrà trovare una soluzione che metta le cose a posto. O si dice che Golfo Aranci resterà solo un porto turistico, allora nessun problema. Ma se è un porto commerciale, deve consentire l’ingresso degli operatori».

La concessione. Grendi aveva depositato un’istanza per il rilascio di un’autorizzazione (articolo16 della legge 84 del 1994) per l’esercizio delle operazioni portuali per conto terzi, approvata dall’Autorità portuale. C’è poi un’istanza di concessione demaniale marittima (articolo 18 della stessa legge) per poter operare nel porto di Golfo Aranci. Il via libera è praticamente scontato, non fosse per la ferma opposizione del sindaco e di tutto il consiglio comunale del centro gallurese. «Non siamo disposti ad arrivare ad alcun compromesso su volumi, tipo di contenitori o numero di navi – conferma l’amministratore delegato di Grendi –. Sul porto commerciale l’impatto dei nostri volumi è limitato. Abbiamo detto che vogliamo partire con un progetto di basso profilo e piccoli volumi. Se dovessero aumentare, siamo disponibili a trovare soluzioni alternative».

Lo sbarco. In effetti, i volumi del gruppo Grendi stanno crescendo in Gallura, quindi l’armatore ha deciso di puntare su Olbia, dove è stata recentemente aperta una filiale di distribuzione. Inizialmente la compagnia pensava a una attività stagionale, poi la crescita dei volumi ha consigliato di puntare su un progetto di sei anni. La scelta di Golfo Aranci è sembrata ottimale per la nave che partendo da Marina di Carrara fa quello che tecnicamente si chiama uno “stop-over”, prima di ripartire per Cagliari, la sua destinazione finale. Il progetto prevede di iniziare a scalare il porto di Golfo Aranci con 3 accosti alla settimana, per poi arrivare fino a 4 con l’aumento dei volumi.

La soluzione. Quella intermedia, perorata dall’Authority, potrebbe prevedere un tavolo tecnico che valuti l’impatto del volume di traffico portato da Grendi su Golfo Aranci. «Il primo periodo faremo insieme una valutazione sperimentale sulla sostenibilità del progetto Grendi – ha spiegato Massimo Deiana, presidente dell’Autorità portuale – . Io credo che non limiti lo sviluppo turistico, dico solo che se arrivasse una proposta alternativa per l’arrivo di maxi yacht o navi da crociera che si scontrasse con Grendi, io sarei pronto a prenderla in considerazione».

Le due opzioni. Deiana valuta due opzioni, in linea teorica entrambi futuristicamente favorevoli alle rivendicazioni di Golfo Aranci, che non vuol sentir parlare di nuovo traffico merci in porto. Se l’esperimento Grendi non dovesse decollare, la compagnia sarebbe la prima a prendere il largo verso altri lidi. Se invece, come auspicano la Port authority e la stessa Grendi, i volumi dovessero aumentare, a quel punto sarebbe necessaria una nave dedicata, non più solo con una “toccata” intermedia prima di ripartire per Cagliari. Così che Golfo Aranci non sarebbe più funzionale e Grendi presumibilmente farebbe rotta verso il molo Cocciani nel porto industriale di Olbia.

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