«A noi i campi del Geovillage»
di Paolo Ardovino
Il presidente dell’Olbia calcio, Alessandro Marino, ha chiesto al Cipnes l’affidamento in gestione
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OLBIA. L’Olbia calcio alza la mano e al capezzale del Geovillage il presidente Alessandro Marino sembra dire: «Noi ci siamo». Appena pochi giorni dopo l’annuncio del Cipnes di avviare la procedura per riacquisire il Geovillage e cercare nuovi imprenditori-investitori per rilanciarlo, il club – la più importante tra le società sportive di casa nel complesso turistico cittadino – si rivolge proprio al Consorzio industriale e lo fa in prima persona il presidente Alessandro Marino. Ci sono due soluzioni da trovare: una quantomeno temporanea, per permettere alla società di proseguire la propria attività, l'altra di più ampio respiro pensando al futuro.
La proposta. «Abbiamo inoltrato al Cipnes una richiesta mirata a consentire l’utilizzo, in via transitoria, dei campi da calcio del Geovillage», spiega subito il presidente dell’Olbia. «Abbiamo la necessità di far allenare i tanti ragazzi e bambini del settore giovanile e della scuola calcio che oggi sono oggettivamente in difficoltà – così Marino, che auspica –. Speriamo di poter avere una risposta positiva in tempi rapidi perché in città, come noto, non c’è abbondanza di strutture e il club non ha la possibilità di usufruire del campo Caocci nell’area del parco Fausto Noce. Siamo riusciti a sistemare temporaneamente alcune squadre a Golfo Aranci, ma è evidente che questo non può bastare a soddisfare i bisogni di tutti».
Le squadre giovanili. Mentre la prima squadra è abituata a svolgere i suoi allenamenti tra il campo della Basa e il rettangolo di gioco dello stadio “Bruno Nespoli”, è invece proprio al Geovillage che in questi anni l’Olbia aveva costruito, di fatto, la sua base operativa. Oltre agli uffici, tutta l’attività che riguarda il settore giovanile e la scuola calcio era legata alle aree del complesso sportivo costruito nell’area industriale. Fortuna nella sfortuna, negli ultimi mesi giovani e giovanissimi avevano comunque smesso di giocare a causa del blocco dei campionati giovanili conseguente all’emergenza Covid. Ora che sono ricominciati gli allenamenti, però, l’impossibilità di accedere a campi e strutture è un serio problema. Come ha confermato il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino, l’attività delle attività giovanili si è spostata parzialmente a Golfo Aranci. Esattamente come sta facendo anche l’Hermaea Olbia, la squadra femminile di pallavolo, che ha giocato gli ultimi match casalinghi di serie A2 vista l'impraticabilità del Geopalace, il palazzetto dello sport del complesso Geovillage.
Gestione dei campi. Per questo, oltre a una soluzione temporanea, l’Olbia calcio, che milita nel campionato di serie C avanza un’altra richiesta precisa: «Il Geovillage rappresenta un asset cittadino di strategica importanza per tutto il territorio gallurese. Sempre al Consorzio industriale Cipnes, abbiamo manifestato l'interesse a gestire noi, come Olbia Calcio, i campi negli anni futuri». Di fatto, significa per l’Olbia avere in mano le chiavi dei rettangoli di gioco. Lanciata la proposta, adesso il presidente Marino attende una risposta. Il 31 dicembre scorso è scaduto il contratto della Real Effegì, società che aveva rilevato nel 2017 la gestione dopo il fallimento della Sviluppo Olbia. E soltanto pochi giorni fa il Cipnes, titolare dell’area industriale dove si trova anche il Geovillage, ha ufficializzato l’avvio della procedura per acquisire il complesso sportivo aprendo le porte a nuovi imprenditori o investitori interessati a rilanciare la struttura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La proposta. «Abbiamo inoltrato al Cipnes una richiesta mirata a consentire l’utilizzo, in via transitoria, dei campi da calcio del Geovillage», spiega subito il presidente dell’Olbia. «Abbiamo la necessità di far allenare i tanti ragazzi e bambini del settore giovanile e della scuola calcio che oggi sono oggettivamente in difficoltà – così Marino, che auspica –. Speriamo di poter avere una risposta positiva in tempi rapidi perché in città, come noto, non c’è abbondanza di strutture e il club non ha la possibilità di usufruire del campo Caocci nell’area del parco Fausto Noce. Siamo riusciti a sistemare temporaneamente alcune squadre a Golfo Aranci, ma è evidente che questo non può bastare a soddisfare i bisogni di tutti».
Le squadre giovanili. Mentre la prima squadra è abituata a svolgere i suoi allenamenti tra il campo della Basa e il rettangolo di gioco dello stadio “Bruno Nespoli”, è invece proprio al Geovillage che in questi anni l’Olbia aveva costruito, di fatto, la sua base operativa. Oltre agli uffici, tutta l’attività che riguarda il settore giovanile e la scuola calcio era legata alle aree del complesso sportivo costruito nell’area industriale. Fortuna nella sfortuna, negli ultimi mesi giovani e giovanissimi avevano comunque smesso di giocare a causa del blocco dei campionati giovanili conseguente all’emergenza Covid. Ora che sono ricominciati gli allenamenti, però, l’impossibilità di accedere a campi e strutture è un serio problema. Come ha confermato il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino, l’attività delle attività giovanili si è spostata parzialmente a Golfo Aranci. Esattamente come sta facendo anche l’Hermaea Olbia, la squadra femminile di pallavolo, che ha giocato gli ultimi match casalinghi di serie A2 vista l'impraticabilità del Geopalace, il palazzetto dello sport del complesso Geovillage.
Gestione dei campi. Per questo, oltre a una soluzione temporanea, l’Olbia calcio, che milita nel campionato di serie C avanza un’altra richiesta precisa: «Il Geovillage rappresenta un asset cittadino di strategica importanza per tutto il territorio gallurese. Sempre al Consorzio industriale Cipnes, abbiamo manifestato l'interesse a gestire noi, come Olbia Calcio, i campi negli anni futuri». Di fatto, significa per l’Olbia avere in mano le chiavi dei rettangoli di gioco. Lanciata la proposta, adesso il presidente Marino attende una risposta. Il 31 dicembre scorso è scaduto il contratto della Real Effegì, società che aveva rilevato nel 2017 la gestione dopo il fallimento della Sviluppo Olbia. E soltanto pochi giorni fa il Cipnes, titolare dell’area industriale dove si trova anche il Geovillage, ha ufficializzato l’avvio della procedura per acquisire il complesso sportivo aprendo le porte a nuovi imprenditori o investitori interessati a rilanciare la struttura.
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