«La scuola deve restare in città»
di Giandomenico Mele
Il preside Corda contro il progetto di spostamento dell’istituto professionale in zona industriale
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OLBIA. La scuola deve stare dentro la città, non emigrare nella zona industriale. I finanziamenti per la costruzione del nuovo edificio dell’Ipia “Amsicora”, 6 milioni di euro pronti all’uso, non devono essere persi. Ma la soluzione della Provincia di Sassari di un nuovo istituto professionale vicino al Cipnes, può essere praticabile solo davanti a un coinvolgimento di genitori e docenti della scuola. Gianluca Corda, preside dell’Ipia, salta sulla sedia non appena viene a conoscenza del fatto che l’istituto professionale sarà ricostruito a Cala Saccaia, lontano dal Rio Siligheddu, il fiume che ne aveva messo a rischio la stessa esistenza nei momenti drammatici dell’alluvione. Il Cipnes aveva ceduto alla Provincia, al prezzo simbolico di un euro, un vasto terreno poco lontano dalla rotatoria che porta a Cocciani. Il ministero dell’Istruzione ora ha approvato l'elenco degli interventi da finanziare, tra i quali la realizzazione del “Polo scolastico di Olbia – Primo lotto funzionale Ipia”, per un importo di 6 milioni di euro. Un progetto incluso nel Piano di edilizia scolastica 2018-2020.
L’opposizione. «La comunità scolastica dell’Amsicora, dai docenti ai genitori degli alunni, si era già espressa contro lo spostamento in zona industriale – spiega Corda –. Si va in direzione opposta alla scelta di portare l’università dentro la città, che senso avrebbe spostare le scuole in periferia? Avevamo chiesto alla Provincia una decisione condivisa, ora scopriamo che esiste già il finanziamento per una nuova sede. In un momento così difficile, i soldi devono essere assolutamente garantiti». Corda chiederà un incontro urgente a Pietro Carzedda, commissario della Zona omogenea di Olbia-Tempio.
L’alternativa. Da tempo esiste una soluzione alternativa, portata avanti dal Comune di Olbia: una sede in zona Bandinu, vicino a via Imperia, con un nuovo polo scolastico che ospiterebbe anche l’Ipia, oltre che in un futuro prossimo Classico e Scientifico. L’“Amsicora” di Olbia, infatti, è attualmente ubicato in Zona HI4. Nell’alluvione del 18 novembre 2013 il fango ha devastato l’istituto e distrutto macchinari, utensili e materiale didattico. Così si era deciso di spostarlo in una zona più sicura. Anche il “Gramsci” e il “Mossa” risultano in zona a vincolo totale. Non possono costruire nemmeno una nuova aula. «Le esigenze didattiche e formative dovranno essere tenute presenti – spiega Corda –. Tempo fa mi fu prospettata l’ipotesi di questa nuova area vicino alla rotatoria della zona industriale, dissi che dovevano parlarne con insegnanti e genitori. A scuola però ci fu una levata di scudi contro l’ipotesi della zona industriale. Mi aspettavo una chiamata da Pietro Carzedda, ma non è arrivata. Ora lo sentirò per chiedergli di convocare un incontro con il collegio docenti e il consiglio d’istituto. In prima battuta si cerchi una nuova area dentro Olbia».
Rischio idrogeologico. L’idea è che in assenza di un piano di mitigazione del rischio idrogeologico compiuto, l’Ipia venga sacrificata in nome della sicurezza. Spostando l’istituto da via Emilia e da una zona a rischio, ma così cancellando tutte le opzioni che vedevano in futuro una serie di progetti sociali legati alla scuola per il rilancio del quartiere di Zona Baratta. «Non ho posizioni contrarie a priori, ma ho sempre nutrito perplessità circa lo spostamento dell’istituto lontano dal centro cittadino – conferma Corda – I pendolari, abbondantemente oltre il 50%, provenienti da diversi territori della Gallura e con diversi mezzi di trasporto, si troverebbero ad avere un problema in più. Nonché altri problemi legati alla gestione del personale che lavora su più sedi dell’istituto o altre scuole. E sono da sempre convito dell’importanza delle scuole dentro la città, come luogo di vita sociale dei suoi quartieri».
L’opposizione. «La comunità scolastica dell’Amsicora, dai docenti ai genitori degli alunni, si era già espressa contro lo spostamento in zona industriale – spiega Corda –. Si va in direzione opposta alla scelta di portare l’università dentro la città, che senso avrebbe spostare le scuole in periferia? Avevamo chiesto alla Provincia una decisione condivisa, ora scopriamo che esiste già il finanziamento per una nuova sede. In un momento così difficile, i soldi devono essere assolutamente garantiti». Corda chiederà un incontro urgente a Pietro Carzedda, commissario della Zona omogenea di Olbia-Tempio.
L’alternativa. Da tempo esiste una soluzione alternativa, portata avanti dal Comune di Olbia: una sede in zona Bandinu, vicino a via Imperia, con un nuovo polo scolastico che ospiterebbe anche l’Ipia, oltre che in un futuro prossimo Classico e Scientifico. L’“Amsicora” di Olbia, infatti, è attualmente ubicato in Zona HI4. Nell’alluvione del 18 novembre 2013 il fango ha devastato l’istituto e distrutto macchinari, utensili e materiale didattico. Così si era deciso di spostarlo in una zona più sicura. Anche il “Gramsci” e il “Mossa” risultano in zona a vincolo totale. Non possono costruire nemmeno una nuova aula. «Le esigenze didattiche e formative dovranno essere tenute presenti – spiega Corda –. Tempo fa mi fu prospettata l’ipotesi di questa nuova area vicino alla rotatoria della zona industriale, dissi che dovevano parlarne con insegnanti e genitori. A scuola però ci fu una levata di scudi contro l’ipotesi della zona industriale. Mi aspettavo una chiamata da Pietro Carzedda, ma non è arrivata. Ora lo sentirò per chiedergli di convocare un incontro con il collegio docenti e il consiglio d’istituto. In prima battuta si cerchi una nuova area dentro Olbia».
Rischio idrogeologico. L’idea è che in assenza di un piano di mitigazione del rischio idrogeologico compiuto, l’Ipia venga sacrificata in nome della sicurezza. Spostando l’istituto da via Emilia e da una zona a rischio, ma così cancellando tutte le opzioni che vedevano in futuro una serie di progetti sociali legati alla scuola per il rilancio del quartiere di Zona Baratta. «Non ho posizioni contrarie a priori, ma ho sempre nutrito perplessità circa lo spostamento dell’istituto lontano dal centro cittadino – conferma Corda – I pendolari, abbondantemente oltre il 50%, provenienti da diversi territori della Gallura e con diversi mezzi di trasporto, si troverebbero ad avere un problema in più. Nonché altri problemi legati alla gestione del personale che lavora su più sedi dell’istituto o altre scuole. E sono da sempre convito dell’importanza delle scuole dentro la città, come luogo di vita sociale dei suoi quartieri».
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