Una vetrina online per i lavori e le storie dei creativi isolani
di Paolo Ardovino
Dallo spazio espositivo in corso Umberto a Instagram Sonia Ripamonti trasferisce il Green life store sulla rete
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OLBIA. Nell'ultimo anno è scivolata in secondo piano la questione ambientalista, che fino a poco prima dell’emergenza sanitaria era riuscita finalmente a ritagliarsi un posto da protagonista nei discorsi d'attualità. Chi però alla questione green continua a tenerci, continua a farsi sentire. È il caso, per dire, del Green life store di Sonia Ripamonti: uno spazio espositivo interamente on-line, su Instagram, dove sono stati selezionati artisti, artigiani e designer isolani, per lo più del territorio gallurese che si sposano con il concetto di recupero e di sostenibilità.
L'idea. Lei, organizzatrice di eventi milanese ormai stabile a Olbia, a Natale 2019 aveva fatto capolino nel centro storico con la sua idea. Uno spazio espositivo, al corso Umberto, dove ha riunito personalità creative del territorio. La filosofia era di sensibilizzare le persone all’acquisto di regali ecosostenibili, e a farlo sostenendo piccole attività locali, contro gli sprechi e i consumi della grande distribuzione.
L'evoluzione digitale. «Alla base del progetto c’è la voglia di continuare a proporre arte e cultura – spiega Sonia Ripamonti –. Perciò per quest'anno non volevo creare un semplice e-shop e inserire prodotti da vendere». L’intenzione non si è fermata. Ha attraversato il periodo funesto del Covid trasformandosi da uno spazio fisico a un account virtuale. La pagina Instagram di Green life col tempo si è riempita di oggetti di artigianato, design, opere d’arte, e volti: «Sì, le green life stories. A turno racconto ogni personaggio selezionato. Cercavo un modo spontaneo di farlo, prima con interviste classiche, poi semplicemente puntando il telefono e lasciando che ogni artista si raccontasse da solo. C’è chi lo fa con più imbarazzo, chi parla tanto, ognuno viene fuori per quello che è».
Artisti e artigiani. Il metodo è abbastanza artigianale, rispecchia lo spirito del progetto, che avrebbe dovuto ricoprire il solo periodo natalizio ma vuole continuare nei prossimi mesi. L’ultima storia è con l’artista e fashion designer olbiese Irene Piccinnu nel suo laboratorio. Presenti anche – giusto per citarne qualcuno – Luka Mura di San Teodoro e i suoi mosaici con materiali di scarto, le pipe artigianali di Daniele Carbini, di Tempio, l’ultimo progetto fotografico di Andrea Mignogna, le opere di Emanuela Giacco. «La più giovane è una ragazza olbiese, Michela Musiu, ha 23 anni. In mezzo ad artisti che propongono opere anche da migliaia di euro ci sono poi storie come la sua, che ha scoperto la passione per il cucito e si cimenta in creazioni con tessuti. Dà un bel messaggio per i giovani sul riutilizzo dei materiali e su come sfruttare i canali social anche per reinventarsi in questo periodo».
L'idea. Lei, organizzatrice di eventi milanese ormai stabile a Olbia, a Natale 2019 aveva fatto capolino nel centro storico con la sua idea. Uno spazio espositivo, al corso Umberto, dove ha riunito personalità creative del territorio. La filosofia era di sensibilizzare le persone all’acquisto di regali ecosostenibili, e a farlo sostenendo piccole attività locali, contro gli sprechi e i consumi della grande distribuzione.
L'evoluzione digitale. «Alla base del progetto c’è la voglia di continuare a proporre arte e cultura – spiega Sonia Ripamonti –. Perciò per quest'anno non volevo creare un semplice e-shop e inserire prodotti da vendere». L’intenzione non si è fermata. Ha attraversato il periodo funesto del Covid trasformandosi da uno spazio fisico a un account virtuale. La pagina Instagram di Green life col tempo si è riempita di oggetti di artigianato, design, opere d’arte, e volti: «Sì, le green life stories. A turno racconto ogni personaggio selezionato. Cercavo un modo spontaneo di farlo, prima con interviste classiche, poi semplicemente puntando il telefono e lasciando che ogni artista si raccontasse da solo. C’è chi lo fa con più imbarazzo, chi parla tanto, ognuno viene fuori per quello che è».
Artisti e artigiani. Il metodo è abbastanza artigianale, rispecchia lo spirito del progetto, che avrebbe dovuto ricoprire il solo periodo natalizio ma vuole continuare nei prossimi mesi. L’ultima storia è con l’artista e fashion designer olbiese Irene Piccinnu nel suo laboratorio. Presenti anche – giusto per citarne qualcuno – Luka Mura di San Teodoro e i suoi mosaici con materiali di scarto, le pipe artigianali di Daniele Carbini, di Tempio, l’ultimo progetto fotografico di Andrea Mignogna, le opere di Emanuela Giacco. «La più giovane è una ragazza olbiese, Michela Musiu, ha 23 anni. In mezzo ad artisti che propongono opere anche da migliaia di euro ci sono poi storie come la sua, che ha scoperto la passione per il cucito e si cimenta in creazioni con tessuti. Dà un bel messaggio per i giovani sul riutilizzo dei materiali e su come sfruttare i canali social anche per reinventarsi in questo periodo».
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