Caro consulenze, attacco alla giunta
di Angelo Mavuli
Duro documento di Resistenza Gallura: «Ogni risorsa ai cittadini in difficoltà»
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TEMPIO. Il direttivo di Resistenza Gallura, associazione politica molto attiva in città soprattutto a difesa dell’ospedale Paolo Dettori e del diritto alla salute dei cittadini, con un articolato comunicato stampa, a firma dell’intero direttivo, esprime il suo dissenso su alcune delibere assunte dalla giunta comunale «per l’affidamento di costose consulenze e incarichi esterni, che mal si conciliano con il drammatico momento economico e sociale che la comunità sta vivendo».
«Le tassazioni eccessive, incluse quelle comunali – scrive Resistenza Gallura – pesano ogni giorno di più su privati cittadini e aziende che hanno visto il loro reddito decurtarsi, se non azzerarsi, a causa della pandemia. Riteniamo quindi che ogni euro disponibile nelle casse del Comune, in questo momento, debba essere impiegato per alleviare le sofferenze economiche dei nostri concittadini e non in costose consulenze esterne di cui la città non sentiva il bisogno».
Resistenza Gallura affronta anche un’altra serie di argomenti caldi, da tempo sul tappetto. Primo fra tutti la vendita del compendio di Rinagghju e il destino del Paolo Dettori, da anni ormai in caduta libera. «Riteniamo – prosegue il documento – che ogni scelta concernente la destinazione futura di beni pubblici, quale è il compendio di Rinagghju, debba essere assunta con la necessaria serenità e quindi fuori da ogni momento di emergenza. L’argomento infatti deve coinvolgere appieno i cittadini in un indispensabile dibattito pubblico, trattandosi della sorte di un loro bene identitario».
«Riguardo la questione sanitaria – scrive Resistenza Gallura – chiediamo sia alla giunta che al consiglio comunale tutto, di farsi interpreti dei timori della popolazione sul destino del Paolo Dettori. Di fare chiarezza sullo stato attuale e, soprattutto, di quel che sarà a fine emergenza Covid per i vari reparti del nosocomio, e come si intende agire nel concreto, rigettando il ridimensionamento costante dei servizi e delle specialistiche». Sotto la lente d’ingrandimento di Resistenza Gallura, anche la pesantissima crisi del comparto del Sughero per il quale si chiede alla giunta «quali azioni concrete intenda intraprendere con il coinvolgimento del territorio e ridando dignità a un centro di ricerca, unico nel suo genere come la Stazione sperimentale”. Nell’elenco delle questioni aperte trovano posto anche la «disastrata viabilità e l’inesistente decoro urbano».
«Le tassazioni eccessive, incluse quelle comunali – scrive Resistenza Gallura – pesano ogni giorno di più su privati cittadini e aziende che hanno visto il loro reddito decurtarsi, se non azzerarsi, a causa della pandemia. Riteniamo quindi che ogni euro disponibile nelle casse del Comune, in questo momento, debba essere impiegato per alleviare le sofferenze economiche dei nostri concittadini e non in costose consulenze esterne di cui la città non sentiva il bisogno».
Resistenza Gallura affronta anche un’altra serie di argomenti caldi, da tempo sul tappetto. Primo fra tutti la vendita del compendio di Rinagghju e il destino del Paolo Dettori, da anni ormai in caduta libera. «Riteniamo – prosegue il documento – che ogni scelta concernente la destinazione futura di beni pubblici, quale è il compendio di Rinagghju, debba essere assunta con la necessaria serenità e quindi fuori da ogni momento di emergenza. L’argomento infatti deve coinvolgere appieno i cittadini in un indispensabile dibattito pubblico, trattandosi della sorte di un loro bene identitario».
«Riguardo la questione sanitaria – scrive Resistenza Gallura – chiediamo sia alla giunta che al consiglio comunale tutto, di farsi interpreti dei timori della popolazione sul destino del Paolo Dettori. Di fare chiarezza sullo stato attuale e, soprattutto, di quel che sarà a fine emergenza Covid per i vari reparti del nosocomio, e come si intende agire nel concreto, rigettando il ridimensionamento costante dei servizi e delle specialistiche». Sotto la lente d’ingrandimento di Resistenza Gallura, anche la pesantissima crisi del comparto del Sughero per il quale si chiede alla giunta «quali azioni concrete intenda intraprendere con il coinvolgimento del territorio e ridando dignità a un centro di ricerca, unico nel suo genere come la Stazione sperimentale”. Nell’elenco delle questioni aperte trovano posto anche la «disastrata viabilità e l’inesistente decoro urbano».
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