Il ritorno di Calaresu «Follia spostare l’Ipia in zona industriale»
di Giandomenico Mele
L’ex assessore contro il progetto nei terreni del Cipnes «Un polo vicino al Deffenu, Nizzi e Carzedda rispondano»
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OLBIA. «Spostare le scuole di Olbia in zona industriale è una follia, frutto della mancata programmazione del Comune e della più totale confusione della Provincia. Ho cercato di parlare con il sindaco Nizzi e il subcommissario Carzedda, ma non mi hanno risposto. Nel nuovo Puc di Olbia non esiste nessuna zona deputata all’edilizia scolastica». Paolo Calaresu, assessore all’Istruzione e all’edilizia scolastica del Comune di Olbia dal 2001 al 2011, in due giunte Nizzi e nella prima con Gianni Giovannelli sindaco, non ci sta. Con un gruppo di professionisti ha presentato al Comune un progetto per la realizzazione di un nuovo polo scolastico in zona Bandinu, dietro il Deffenu, in un’area da espropriare. «Nizzi non mi ha nemmeno risposto, ma so che ha letto il mio messaggio – spiega Calaresu – Ho spedito quest'idea circa otto mesi fa e non mi hanno fatto sapere nulla. Oggi per l'elemosina di un terreno dato gratis dal Cipnes, decidiamo di spostare le scuole in zona industriale? Ma quando mai? Per 500mila euro di espropri dobbiamo buttare all'aria i prossimi 20 milioni di investimenti, quelli necessari per costruire con urgenza almeno tre scuole superiori nei prossimi 5 anni. Che programmazione è? Dove sono le aree nel Puc per l'edilizia scolastica?».
Il progetto. L’idea di Calaresu e di alcuni colleghi, consegnata senza successo a Comune e Provincia, prevede la nascita di un polo scolastico, la “Città Studio Iscola”, con la costruzione di edifici destinati a ospitare in via prioritaria Ipia Amsicora, classico Gramsci e scientifico Mossa: le tre scuole in zona HI4, che non possono toccare nemmeno un mattone ma hanno una cronica carenza di aule. Un progetto che sarebbe stato accolto con favore, quanto meno in relazione alla localizzazione in zona Bandinu, da alcuni componenti della giunta Nizzi. Ma che finora il sindaco non avrebbe preso in considerazione, ancorché la competenza sugli istituti superiori appartenga alla Provincia. «Olbia – prosegue Calaresu – è in una situazione ideale per programmare un nuovo polo scolastico. Mi sembra assurdo spostare le aule in zona industriale quando, investendo negli espropri, avremmo un’area ideale in zona Bandinu. La ferrovia passa a 500 metri e si può progettare una fermata per gli studenti prima della stazione. C’è vicino la circonvallazione, c’è già il Deffenu e altre scuole primarie. Se per il Ipia in zona industriale servono 6 milioni di euro, sarebbero sufficienti circa 20 milioni per tre istituti superiori nel nuovo polo. Palestra, auditorium e mensa sarebbero in comune. E anche alcune aule o laboratori potrebbero essere condivisi».
La polemica. Lo scontro nasce dall’avvio dell’iter della Provincia per la costruzione del nuovo edificio che ospiterà l’Ipia in un terreno, ceduto dal Cipnes al prezzo simbolico di un euro, a pochi passi dalla rotatoria davanti al Consorzio industriale. Il ministero dell’Istruzione ora ha approvato l'elenco degli interventi da finanziare, tra i quali il “Polo Scolastico di Olbia-Primo Lotto funzionale Ipia”, per un importo complessivo di 6 milioni, incluso nel Piano di edilizia scolastica 2018-2020. L’istituto professionale “Amsicora” di Olbia, infatti, risulta attualmente ubicato in uno stabile edificato in Zona HI4. Nell’alluvione del 18 novembre 2013 il fango aveva devastato l’istituto e distrutto macchinari, utensili e altro materiale didattico. Così si era deciso di spostare l’istituto in una zona più sicura.
Il progetto. L’idea di Calaresu e di alcuni colleghi, consegnata senza successo a Comune e Provincia, prevede la nascita di un polo scolastico, la “Città Studio Iscola”, con la costruzione di edifici destinati a ospitare in via prioritaria Ipia Amsicora, classico Gramsci e scientifico Mossa: le tre scuole in zona HI4, che non possono toccare nemmeno un mattone ma hanno una cronica carenza di aule. Un progetto che sarebbe stato accolto con favore, quanto meno in relazione alla localizzazione in zona Bandinu, da alcuni componenti della giunta Nizzi. Ma che finora il sindaco non avrebbe preso in considerazione, ancorché la competenza sugli istituti superiori appartenga alla Provincia. «Olbia – prosegue Calaresu – è in una situazione ideale per programmare un nuovo polo scolastico. Mi sembra assurdo spostare le aule in zona industriale quando, investendo negli espropri, avremmo un’area ideale in zona Bandinu. La ferrovia passa a 500 metri e si può progettare una fermata per gli studenti prima della stazione. C’è vicino la circonvallazione, c’è già il Deffenu e altre scuole primarie. Se per il Ipia in zona industriale servono 6 milioni di euro, sarebbero sufficienti circa 20 milioni per tre istituti superiori nel nuovo polo. Palestra, auditorium e mensa sarebbero in comune. E anche alcune aule o laboratori potrebbero essere condivisi».
La polemica. Lo scontro nasce dall’avvio dell’iter della Provincia per la costruzione del nuovo edificio che ospiterà l’Ipia in un terreno, ceduto dal Cipnes al prezzo simbolico di un euro, a pochi passi dalla rotatoria davanti al Consorzio industriale. Il ministero dell’Istruzione ora ha approvato l'elenco degli interventi da finanziare, tra i quali il “Polo Scolastico di Olbia-Primo Lotto funzionale Ipia”, per un importo complessivo di 6 milioni, incluso nel Piano di edilizia scolastica 2018-2020. L’istituto professionale “Amsicora” di Olbia, infatti, risulta attualmente ubicato in uno stabile edificato in Zona HI4. Nell’alluvione del 18 novembre 2013 il fango aveva devastato l’istituto e distrutto macchinari, utensili e altro materiale didattico. Così si era deciso di spostare l’istituto in una zona più sicura.
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