La Nuova Sardegna

Olbia

Villa a Tavolara, ecologisti parte civile

di Tiziana Simula
Villa a Tavolara, ecologisti parte civile

A giudizio per presunti abusi edilizi per i lavori nella casa del custode, Vittorio e Loredana Marzano e l’architetto Ayllon

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento giuridico si costituirà parte civile nel processo per presunti abusi edilizi nel paradiso naturale di Tavolara che si aprirà oggi davanti al giudice monocratico del tribunale di Tempio. Al centro della vicenda giudiziaria, i lavori di ristrutturazione e ampliamento della casa del custode, immobile di proprietà della famiglia Marzano, trasformata, secondo le accuse, in una villa in mezzo al verde in difformità rispetto alle autorizzazioni ottenute. In sei sono finiti sotto accusa, raggiunti da decreto di citazione diretta a giudizio da parte del capo della procura Gregorio Capasso: i fratelli Vittorio e Loredana Marzano, committenti dei lavori, Giuseppe Ciambella e Paolo Guglielmi nella veste di amministratore unico della Igas Com srl committente dei lavori (il primo fino all’aprile 2018), l’architetto Julio Cesar Ayllon, direttore dei lavori, Marilena Cardone, amministratrice unica della Cama costruzioni srl, esecutrice dei lavori. Il reato contestato, in concorso tra loro, è: opere eseguite in difformità dalle autorizzazioni edilizie e paesaggistiche concesse. Nel corso del sopralluogo disposto dalla Procura, i carabinieri del comando tutela patrimonio culturale (tpc) di Cagliari a cui era stata delegata l’attività di controllo e che avevano lavorato in sinergia con la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Sassari, avevano rilevato che i lavori erano stati eseguiti in violazione agli interventi di ristrutturazione e ampliamento concessi dal Piano casa e autorizzati dall’ufficio tutela del paesaggio della Regione. Era stato di fatto demolito l’esistente e ricostruito un nuovo immobile. Stando all’attività investigativa dei militari, della vecchia casa rurale non era rimasto più nulla, fatta eccezione per un muretto esterno di delimitazione della corte, solo pochi metri, e una piccola porzione di pavimentazione interna. Il sequestro preventivo d’urgenza disposto dalla Procura per stoppare il cantiere in corso (6 settembre 2019), era stato convalidato dal gip del tribunale di Tempio Marco Contu. I difensori della famiglia Marzano avevano presentato istanza di dissequestro al tribunale del Riesame. Che aveva rigettato la richiesta e confermato il provvedimento.

A denunciare il cantiere edilizio nel paradiso di Tavolara era stata l’associazione ecologista “Gruppo di intervento giuridico”. La segnalazione del Grig era arrivata sul tavolo del procuratore che aveva disposto il sopralluogo nel cantiere. Così su quella costruzione di circa 300 metri quadrati su due livelli, che prendeva velocemente forma a cento metri dal mare in un’area di riserva integrale, erano scattati i sigilli. La famiglia Marzano ha sempre respinto ogni accusa sostenendo di aver richiesto tutte le autorizzazioni necessarie e di averle ottenute al termine di un lungo iter. Per i difensori degli imputati, gli avvocati Giancomita Ragnedda e Domenico Oropallo del Foro di Latina, a Tavolara non c’è un problema di abusi edilizi ma una questione di interpretazione delle norme e si dicono certi che nel contradditorio davanti al giudice faranno valere le proprie ragioni.

Stefano Deliperi del Grig – che si costituirà parte civile con l’avvocato Susanna Deiana del Foro di Cagliari – fa notare come al di là del rapido intervento della magistratura, sul fronte dell’istanza ecologista sia arrivata la sola risposta da parte del Servizio valutazioni ambientali (Sva) da parte della Regione. «Risposta contradditoria e poco chiara – rimarca Deliperi – In un primo momento, infatti, con nota del 19 febbraio 2015 il Sva disponeva che l’intervento dovesse essere sottoposto a procedura di valutazione di incidenza ambientale, successivamente, il 4 giugno 2015, afferma che non è necessaria. Come mai il Servizio valutazioni ambientali ha cambiato idea dopo qualche mese?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative