La Nuova Sardegna

Olbia

I libri battono il Covid «È vero, si legge di più»

di Paolo Ardovino
I libri battono il Covid «È vero, si legge di più»

Moderato ottimismo nelle librerie cittadine, e c’è chi parla di boom di vendite Soffre di più chi è specializzato nel lavoro con le scuole: «Ci mancano gli studenti»

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OLBIA. Morta la lettura, viva la lettura. La grande notizia che vien fuori tra gli scaffali delle librerie è che Olbia è una città che legge. I lettori ci sono, nell’ultimo anno sono usciti dalle loro tane e hanno fatto registrare in linea di massima un aumento non indifferente nelle vendite di romanzi, saggi e volumi di ogni tipo. I tanti giorni di chiusura provocati dall’emergenza Covid hanno avuto un’influenza determinante. I librai, dal canto loro, sorridono. C’è chi parla di una «seconda giovinezza del mondo editoriale». L'ultima annata permette di guardare con ottimismo al mondo dell'editoria.

Libri e giovani lettori. «Abbiamo avuto un boom incredibile, in grado di farci recuperare quasi interamente i due mesi di lockdown»: non nasconde la contentezza nemmeno dietro la mascherina, Andrea Baragone della Ubik di viale Aldo Moro. «Non parlo del solo periodo natalizio, è da quando abbiamo riaperto a fine aprile che il trend è stato positivo – spiega –. E siamo contenti anche perché quest’anno è mancata la parte degli eventi e degli incontri letterari, che solitamente era per noi preziosa». Più cauta, ma tutto sommato positiva, anche Eva Degortes della libreria “Per filo e per segno”: «Sì, rispetto allo scorso anno le vendite sono migliorate». Il trasferimento nel locale di via Veronese proprio poco prima di marzo, poi le chiusure e le aperture delle scuole, importanti per chi ha come punto di riferimento proprio i giovani: «Non abbiamo però potuto proporre i soliti laboratori con i più piccoli. Però è stato un vantaggio il canale on-line, specie attraverso la piattaforma “Bookdealer” dedicata proprio all’editoria indipendente». La libreria di Eva ha un occhio particolare per la letteratura di giovani e giovanissimi: «C’è da dire che l’adolescenza rimane sempre un’utenza bassa. Fino ai 12 anni i bambini leggono, poi rimangono solo i veri lettori accaniti, che sono sempre una piccola parte».

Pro e contro. Il Centro libri è vicino ai licei Gramsci e Mossa: «Siamo una libreria prevalentemente scolastica e per questo ci sono mancati molto gli studenti – ammette Sergio Putzu –. Ci sono mancati i ragazzi e le ragazze che venivano ogni giorno, per libri ma anche per tutti i servizi di cancelleria. E in più, le case editrici per le scuole si sono tenute basse con la produzione di libri di testo, vista l’incostanza delle lezioni». «La gente sceglie ancora i libri cartacei – commenta invece Alessandra Nieddu della Giunti al Terranova –. Abbiamo subito diverse chiusure in più rispetto ad altre librerie cittadine visto che siamo all’interno di un centro commerciale. Tra fine settimana e giorni di festa, a dicembre siamo rimasti aperti pochi giorni. Sicuramente abbiamo notato che il libro è stato scelto come regalo di Natale molto più che negli scorsi anni».

Nuova ondata di lettori. Infine, il direttore della Feltrinelli dell’aeroporto, Paolo Pinna, commenta il calo fisiologico conseguente alla diminuzione dei voli: «Ci è mancata molto la componente straniera». Negli ultimi due mesi, invece, «abbiamo lavorato soprattutto coi locali, la città e il territorio hanno risposto molto bene. Il mercato del libro in linea generale credo stia vivendo una seconda giovinezza da circa gli ultimi vent’anni – sostiene –. Gran parte dell’intrattenimento culturale è venuto a mancare e molte persone hanno riscoperto la lettura».

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