Piccinnu: «Sondaggio, scelta concordata»
di Serena Lullia
Verso il voto. Il capogruppo Pd: siano gli olbiesi a decidere chi dovrà guidare la Grande coalizione per la sfida con Nizzi
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OLBIA. La Grande coalizione è una magmatica alchimia di partiti e movimenti. Nessun simbolo addosso per sfidare il centrodestra del sindaco uscente Settimo Nizzi. Ma un vestitino civico collezione 2021. La prima pre-condizione per l’amalgama perfetto, il civismo, è stata portata a casa. Ma ce n’è un’altra da onorare. Oppure da rivedere, mettendo in conto un’altra full-immersion di riunioni. Il sondaggio per scegliere il capolista.
Scelta concordata. Rino Piccinnu, capogruppo di opposizione in consiglio comunale, è uno dei nomi della triade dem, con Ivana Russu e Gian Luca Corda, espressi dal Pd per sottoporsi al giudizio degli olbiesi. «Lo decidemmo a maggio dello scorso anno quando partecipammo alla prima riunione del tavolo della Grande coalizione, allora un’idea tutta da costruire – spiega Piccinnu –. Ragionammo sulle precondizioni per creare il progetto. Rinunciare ai simboli, trovare una convergenza la più ampia possibile sul programma e scegliere il capolista attraverso un sondaggio. La coalizione è quasi completa, ma dal momento che alcuni gruppi civici ci stanno avvicinando ora è giusto che abbiano il tempo per condividere il progetto ed esprimere, nel caso in cui le avessero, una o più persone per partecipare al sondaggio come capolista».
Coerenza non capriccio. Piccinnu non vuole sembrare un bimbo capriccioso che sbatte i pugni sul tavolo per andare a sondaggio. «Nessun capriccio, solo coerenza – precisa –. Io, come i colleghi Russu e Corda abbiamo dato la disponibilità al Pd come eventuali capolista per sottoporci al sondaggio insieme agli altri nomi della coalizione. L’accordo era quello. O una indicazione unitaria da parte di tutti, e allora sarebbe diventato il candidato di tutti, ma questo in una coalizione così composita non è possibile. Oppure, come stabilito sin dal primo incontro, un sondaggio. Quindi questa formula non è una novità. Fedele Sanciu lo ha sempre detto, il Partito democratico lo ha sempre detto. Dall’ultima volta in cui ci siamo visti con la Coalizione, io non ho partecipato a riunioni in cui si è cambiato idea. Poi si può anche scegliere una linea diversa, ma in quel caso dovremmo ritornare nel partito e discuterne. Il nostro gruppo ha dato un mandato chiaro alla delegazione: chiudere il programma, fare la coalizione la più ampia possibile e tutti senza simboli. A quel punto, terminata questa parte, avremmo dovuto procedere con la scelta del candidato sindaco attraverso sondaggio».
Sondaggio=democrazia. Piccinnu è un fan della verifica popolare sul gradimento dei candidati mutuato dal centrodestra. «La scelta del sondaggio è stata fatta proprio per evitare litigi all’interno della coalizione – aggiunge –. La decisione del capolista viene così esternalizzata. Sarà una società di sondaggi di livello nazionale che verrà incaricata di verificare il gradimento dei candidati alla guida della Grande coalizione. Parliamo di uno strumento scientifico, in cui il capolista sarà indicato dalla gente. Una scelta davvero democratica, che credo sia meglio di un candidato sindaco che esce da un caminetto A, B o C. La abbiamo pensata bene sin dall’inizio per evitare problemi. Se dall’inizio avessimo detto che sarebbe stato il tavolo a decidere, ci sarebbe stata una evoluzione diversa».
Investitura popolare. Piccinnu è pronto a mettersi in gioco. Per ora oltre ai nomi dei colleghi del Pd, nella Grande coalizione si fa quello del direttore dell’Amp, Augusto Navone, ma nella rosa potrebbe finirci anche quello di Italo Fara per Italia Viva. «Se dal sondaggio dovesse venire fuori un candidato capolista palesemente di centrodestra io con tutti i miei lo sosterremo – conclude Piccinnu –. Perché non sarebbe più di destra ma sarebbe diventato civico, perché espressione di una coalizione civica e designato dalla gente».
Scelta concordata. Rino Piccinnu, capogruppo di opposizione in consiglio comunale, è uno dei nomi della triade dem, con Ivana Russu e Gian Luca Corda, espressi dal Pd per sottoporsi al giudizio degli olbiesi. «Lo decidemmo a maggio dello scorso anno quando partecipammo alla prima riunione del tavolo della Grande coalizione, allora un’idea tutta da costruire – spiega Piccinnu –. Ragionammo sulle precondizioni per creare il progetto. Rinunciare ai simboli, trovare una convergenza la più ampia possibile sul programma e scegliere il capolista attraverso un sondaggio. La coalizione è quasi completa, ma dal momento che alcuni gruppi civici ci stanno avvicinando ora è giusto che abbiano il tempo per condividere il progetto ed esprimere, nel caso in cui le avessero, una o più persone per partecipare al sondaggio come capolista».
Coerenza non capriccio. Piccinnu non vuole sembrare un bimbo capriccioso che sbatte i pugni sul tavolo per andare a sondaggio. «Nessun capriccio, solo coerenza – precisa –. Io, come i colleghi Russu e Corda abbiamo dato la disponibilità al Pd come eventuali capolista per sottoporci al sondaggio insieme agli altri nomi della coalizione. L’accordo era quello. O una indicazione unitaria da parte di tutti, e allora sarebbe diventato il candidato di tutti, ma questo in una coalizione così composita non è possibile. Oppure, come stabilito sin dal primo incontro, un sondaggio. Quindi questa formula non è una novità. Fedele Sanciu lo ha sempre detto, il Partito democratico lo ha sempre detto. Dall’ultima volta in cui ci siamo visti con la Coalizione, io non ho partecipato a riunioni in cui si è cambiato idea. Poi si può anche scegliere una linea diversa, ma in quel caso dovremmo ritornare nel partito e discuterne. Il nostro gruppo ha dato un mandato chiaro alla delegazione: chiudere il programma, fare la coalizione la più ampia possibile e tutti senza simboli. A quel punto, terminata questa parte, avremmo dovuto procedere con la scelta del candidato sindaco attraverso sondaggio».
Sondaggio=democrazia. Piccinnu è un fan della verifica popolare sul gradimento dei candidati mutuato dal centrodestra. «La scelta del sondaggio è stata fatta proprio per evitare litigi all’interno della coalizione – aggiunge –. La decisione del capolista viene così esternalizzata. Sarà una società di sondaggi di livello nazionale che verrà incaricata di verificare il gradimento dei candidati alla guida della Grande coalizione. Parliamo di uno strumento scientifico, in cui il capolista sarà indicato dalla gente. Una scelta davvero democratica, che credo sia meglio di un candidato sindaco che esce da un caminetto A, B o C. La abbiamo pensata bene sin dall’inizio per evitare problemi. Se dall’inizio avessimo detto che sarebbe stato il tavolo a decidere, ci sarebbe stata una evoluzione diversa».
Investitura popolare. Piccinnu è pronto a mettersi in gioco. Per ora oltre ai nomi dei colleghi del Pd, nella Grande coalizione si fa quello del direttore dell’Amp, Augusto Navone, ma nella rosa potrebbe finirci anche quello di Italo Fara per Italia Viva. «Se dal sondaggio dovesse venire fuori un candidato capolista palesemente di centrodestra io con tutti i miei lo sosterremo – conclude Piccinnu –. Perché non sarebbe più di destra ma sarebbe diventato civico, perché espressione di una coalizione civica e designato dalla gente».
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