Studenti tra delusioni e aspettative mancate «La dad? Ora basta»
di Giuseppe Pulina
TEMPIO. Cresce il disappunto tra studenti e insegnanti delle scuole cittadine per il prolungamento della didattica digitale. Non più sino al 9 gennaio, ma ora per tutto il mese. Rispetto al...
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TEMPIO. Cresce il disappunto tra studenti e insegnanti delle scuole cittadine per il prolungamento della didattica digitale. Non più sino al 9 gennaio, ma ora per tutto il mese. Rispetto al precedente anno scolastico, nella sostanza, è cambiato poco, anche se quella che sino a pochi mesi fa si chiamava “dad” (didattica a distanza), oggi è conosciuta con un acronimo meno facile: Ddi (didattica digitale integrata). È anche vero che il timore di fare ritorno in aula senza le necessarie garanzie per la sicurezza è un argomento forte che mette d’accordo un po’ tutti. A richiedere il ripristino della didattica tradizionale sono soprattutto gli studenti dell’ultimo anno. Pensano all’esame di Stato, di cui per ora si sa solo che riproporrà la formula delle commissioni di soli interni, e s’interrogano anche sul senso della loro esperienza scolastica, perché non vorrebbero trascorrere un intero anno senza alcun contatto con i compagni di classe. È questa, ad esempio, l’opinione di Gianni Bellu, studente di quinta Classico, rappresentante della Consulta Provinciale.
«Noi ragazzi abbiamo bisogno di certezze, invece ci hanno dato solo illusioni: saremmo dovuti rientrare, anche se parzialmente, il 7 gennaio, poi l'11, e ora il 1° febbraio. La dad è sì una soluzione necessaria, ma a breve termine, ora sta diventando insostenibile, un danno ingente per la nostra salute di adolescenti e per la formazione. Si lavora concretamente per la riapertura di tutti i settori, ma non della scuola, forse perché è più facile tenerla chiusa». Insomma, tra aspettative mancate e malumori che crescono, sono tanti quelli che credono che il mondo dell’istruzione stia pagando colpe non sue. Nello specifico, l’indice è puntato contro l’organizzazione dei trasporti. Non è, infatti, chiaro se, durante la sospensione della didattica per le vacanze di Natale, sia stato fatto qualche passo in avanti per migliorare l’intero sistema. La ricetta, facile da ideare ma, a quanto pare, non altrettanto da realizzare, sarebbe quella di un incremento dei mezzi per il trasporto scolastico e una ridefinizione degli orari.
«Noi ragazzi abbiamo bisogno di certezze, invece ci hanno dato solo illusioni: saremmo dovuti rientrare, anche se parzialmente, il 7 gennaio, poi l'11, e ora il 1° febbraio. La dad è sì una soluzione necessaria, ma a breve termine, ora sta diventando insostenibile, un danno ingente per la nostra salute di adolescenti e per la formazione. Si lavora concretamente per la riapertura di tutti i settori, ma non della scuola, forse perché è più facile tenerla chiusa». Insomma, tra aspettative mancate e malumori che crescono, sono tanti quelli che credono che il mondo dell’istruzione stia pagando colpe non sue. Nello specifico, l’indice è puntato contro l’organizzazione dei trasporti. Non è, infatti, chiaro se, durante la sospensione della didattica per le vacanze di Natale, sia stato fatto qualche passo in avanti per migliorare l’intero sistema. La ricetta, facile da ideare ma, a quanto pare, non altrettanto da realizzare, sarebbe quella di un incremento dei mezzi per il trasporto scolastico e una ridefinizione degli orari.
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