tribunale
Trasportava sei chili di droga concessi i domiciliari al corriere
OLBIA. Dal carcere ai domiciliari. Il tribunale del Riesame di Sassari ha accolto l’appello cautelare presentato dai difensori di Maurizio Rojch, corriere della droga 35enne di Galtelli, arrestato lo...
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OLBIA. Dal carcere ai domiciliari. Il tribunale del Riesame di Sassari ha accolto l’appello cautelare presentato dai difensori di Maurizio Rojch, corriere della droga 35enne di Galtelli, arrestato lo scorso luglio all’Isola Bianca dalla guardia di finanza di Olbia con 6 chili di cocaina nascosti nell’auto. Il collegio ha disposto la scarcerazione condividendo l’istanza presentata dagli avvocati Nicoletta Mani e Antonello Desini.
Un mese fa, Maurizio Rojch è stato condannato a sette anni di carcere con rito abbreviato. La sentenza era arrivata dopo un confronto acceso tra il pubblico ministero e i difensori del giovane. Il pm aveva sostenuto con determinazione la linea dura della Procura nei confronti di trafficanti e corrieri di droga: nessuna attenuante e 8 anni di reclusione. I difensori avevano invece puntato sulla concessione delle attenuanti e sullo stato di salute di Rojch, peraltro incensurato. Durante il periodo di carcerazione preventiva successivo all’arresto, Rojch aveva anche accusato una grave malattia degenerativa incompatibile con la detenzione in carcere. Il giudice del tribunale di Tempio lo aveva condannato a 7 anni senza la concessione di alcuna circostanza attenuante. Ieri il Riesame gli ha concesso i domiciliari, decisione accolta con soddisfazione dai difensori. (t.s.)
Un mese fa, Maurizio Rojch è stato condannato a sette anni di carcere con rito abbreviato. La sentenza era arrivata dopo un confronto acceso tra il pubblico ministero e i difensori del giovane. Il pm aveva sostenuto con determinazione la linea dura della Procura nei confronti di trafficanti e corrieri di droga: nessuna attenuante e 8 anni di reclusione. I difensori avevano invece puntato sulla concessione delle attenuanti e sullo stato di salute di Rojch, peraltro incensurato. Durante il periodo di carcerazione preventiva successivo all’arresto, Rojch aveva anche accusato una grave malattia degenerativa incompatibile con la detenzione in carcere. Il giudice del tribunale di Tempio lo aveva condannato a 7 anni senza la concessione di alcuna circostanza attenuante. Ieri il Riesame gli ha concesso i domiciliari, decisione accolta con soddisfazione dai difensori. (t.s.)
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