Olbia, Comunali: Corda: «Io faccio un passo indietro»

L’esponente dem dice no al sondaggio per il candidato sindaco: «I compagni di viaggio vogliono un civico»

OLBIA. Il sondaggio per scegliere il capolista della Grande coalizione perde quota. La posizione di Rino Piccinnu all’interno del Pd è vicina allo schianto. Gian Luca Corda, che con Ivana Russu completa la triade di aspiranti dem candidati sindaco, fa un passo indietro. Sceglie il grupporispetto all’ambizione personale. Con umiltà riconosce che esiste un nome, quello del direttore dell’Amp Augusto Navone, che raccoglie consensi in modo trasversale. Il sarto perfetto per cucire la veste civica di una coalizione patchwork.

Corda, dirigente scolastico e uomo di punta del Pd olbiese, non nasconde il dispiacere della rinuncia. «Per chi come me fa politica essere candidato sindaco è la cosa più bella, un sogno, un qualcosa che tutti desiderano – dice –. Ma serve realismo. Io, Rino e Ivana, tempo fa avevamo dato una disponibilità perché credevamo di poter rappresentare questo progetto. Ma nel momento in cui la coalizione si allarga e i compagni di viaggio ti dicono che il progetto, per essere civico, dovrà essere guidato da una persona che negli ultimi anni non ha avuto tessere di partito, credo sia corretto fare un passo indietro. Per il bene del progetto stesso. Non serve chiudersi, arroccarsi dietro posizioni che rischiano di passare per personalismi. Se tutti vogliamo portare avanti un progetto alto e diverso per la città, civico, senza simboli, nel momento in cui la quasi totalità della maggioranza, gruppi e persone di centrodestra ma anche gruppi politici e civici legati alla nostra visione politica e democratica di centro e centrosinistra, dice che preferirebbe che alla guida di questa coalizione ci sia una figura terza, laica, a quel punto faccio cento passi indietro. Ci sarà tempo in futuro per fare altri ragionamenti. Prima di me stesso metto davanti la squadra. Pur essendo lusingato e ringraziando chi in questo anno e mezzo mi ha invitato a portare avanti la mia candidatura, non solo dal Pd, ma dalla società civile e dall’associazionismo, questa è la cosa più giusta da fare».

Corda ribadisce la sua fiducia nel progetto della Grande coalizione, non un’accozzaglia di partiti e movimenti, ma una composita squadra che prima di ragionare sui nomi ha lavorato sulla condivisione di un’idea.

«Non fare un passo indietro in questo momento significa che non abbiamo capito l’importanza della svolta che vogliamo provare a dare alla città – conclude Corda –, anche superando vecchi schemi della politica, degli accordi fatti a tavolino. Anche il sondaggio non è più la scelta giusta. Il tavolo si è allargato, con tanti nuovi apporti di cui si deve tenere conto. E dobbiamo fare anche attenzione perché rischiamo di far allontanare tutte quelle persone del mondo civico che si stanno mettendo a disposizione del progetto, per guidarlo o farne parte con questioni molto politiche. E ancora peggio di far percepire alla gente che ancora una volta prevalgono logiche di partito e personalistiche e non la bontà del progetto».

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