Assl, sospesi i ricoveri in Otorino
di Giuseppe Pulina
Il provvedimento temporaneo assunto per via del Covid fa discutere: è l’unico reparto in Gallura
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TEMPIO. L’unico reparto ospedaliero di Otorinolaringoiatria operativo in Gallura non potrà più accogliere pazienti. La sospensione dei ricoveri nell’unità operativa di Tempio è stata comunicata dal direttore dell’Assl di Olbia, Elvira Solinas, con una nota che informa del carattere temporaneo del provvedimento. Il quale sarebbe stato assunto per fare fronte alle conseguenze dell’ultimo focolaio di Covid verificatosi nel reparto di Medicina.
Come richiede il protocollo, la prassi è quella di provvedere al ricovero in isolamento dei pazienti Covid e, in attesa di completare la sanificazione dei locali e fare nuovi test, alloggiare quelli di cui è stata accertata la negatività in un’altra area della struttura ospedaliera.
Al “Paolo Dettori” gli spazi da riadattare e occupare non mancherebbero. Ecco perché la decisione di “sacrificare” proprio il reparto di Otorinolaringoiatria ha suscitato più di una riserva. L’effetto immediato è stato il trasferimento in ortopedia dell’ultimo degente ospite del reparto, che, come recita la nota, potrà avviare «la ripresa dei ricoveri nell’Unità operativa in questione, appena risolta la criticità attuale».
Nessun nuovo ricovero può essere fatto dal 15 gennaio. Nel frattempo, però, nessun trasferimento di pazienti di Medicina è stato ancora effettuato. Il reparto di Otorinolaringoiatria risulta così, in questi giorni, desolantemente vuoto. Sfuggono, in effetti, le ragioni della scelta caduta proprio su questo reparto, visto che per altre unità operative non è stata disposta la sospensione dei ricoveri, pur potendo queste fare in un certo senso affidamento sui reparti gemelli di Olbia (cosa non possibile nel caso di Otorinolaringoiatria).
In passato era stata mal digerita la decisione di unire Otorino e Chirurgia in un’unica piattaforma. Si era pensato che il provvedimento avesse una durata limitata nel tempo, ma da quel giorno sono passati sei anni.
Inevitabile, perciò, che l’ultimo provvedimento assunto dall’Assl di Olbia dia ancora più forza ai sospetti di chi ritiene che sia in corso un processo di depotenziamento dell’ospedale tempiese e dei suoi servizi fondamentali.
A farne le spese, questa volta, toccherebbe a uno dei suoi reparti di punta, unico in tutta la Gallura e, ciò malgrado, costretto a sospendere l’accettazione di nuovi ricoveri, dopo aver dovuto sospendere, come altre unità, gli interventi chirurgici.
Nel frattempo si attendono i dati aggiornati dei tamponi.
I nuovi numeri diranno quanto sia eventualmente cresciuto il livello di guardia nell’ospedale tempiese dopo l'impennata di contagi registrata negli ultimi giorni.
Come richiede il protocollo, la prassi è quella di provvedere al ricovero in isolamento dei pazienti Covid e, in attesa di completare la sanificazione dei locali e fare nuovi test, alloggiare quelli di cui è stata accertata la negatività in un’altra area della struttura ospedaliera.
Al “Paolo Dettori” gli spazi da riadattare e occupare non mancherebbero. Ecco perché la decisione di “sacrificare” proprio il reparto di Otorinolaringoiatria ha suscitato più di una riserva. L’effetto immediato è stato il trasferimento in ortopedia dell’ultimo degente ospite del reparto, che, come recita la nota, potrà avviare «la ripresa dei ricoveri nell’Unità operativa in questione, appena risolta la criticità attuale».
Nessun nuovo ricovero può essere fatto dal 15 gennaio. Nel frattempo, però, nessun trasferimento di pazienti di Medicina è stato ancora effettuato. Il reparto di Otorinolaringoiatria risulta così, in questi giorni, desolantemente vuoto. Sfuggono, in effetti, le ragioni della scelta caduta proprio su questo reparto, visto che per altre unità operative non è stata disposta la sospensione dei ricoveri, pur potendo queste fare in un certo senso affidamento sui reparti gemelli di Olbia (cosa non possibile nel caso di Otorinolaringoiatria).
In passato era stata mal digerita la decisione di unire Otorino e Chirurgia in un’unica piattaforma. Si era pensato che il provvedimento avesse una durata limitata nel tempo, ma da quel giorno sono passati sei anni.
Inevitabile, perciò, che l’ultimo provvedimento assunto dall’Assl di Olbia dia ancora più forza ai sospetti di chi ritiene che sia in corso un processo di depotenziamento dell’ospedale tempiese e dei suoi servizi fondamentali.
A farne le spese, questa volta, toccherebbe a uno dei suoi reparti di punta, unico in tutta la Gallura e, ciò malgrado, costretto a sospendere l’accettazione di nuovi ricoveri, dopo aver dovuto sospendere, come altre unità, gli interventi chirurgici.
Nel frattempo si attendono i dati aggiornati dei tamponi.
I nuovi numeri diranno quanto sia eventualmente cresciuto il livello di guardia nell’ospedale tempiese dopo l'impennata di contagi registrata negli ultimi giorni.
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