La Nuova Sardegna

Olbia

Geovillage, spuntano due fondi

di Tiziana Simula
Geovillage, spuntano due fondi

Uno è italiano e l’altro inglese: si candidano all’acquisizione del maxi complesso nell’area industriale

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OLBIA. Il Cipnes chiama, gli investitori rispondono. L’operazione del Consorzio industriale che cerca nuovi imprenditori in grado di rilanciare il Geovillage, piace. Sul complesso turistico-ricettivo-sportivo e di benessere di zona industriale hanno già messo gli occhi due fondi di investimento – uno italiano e l’altro inglese, che operano soprattutto nel settore alberghiero e immobiliare – interessati ad acquisire il consistente patrimonio messo in piedi dall’ingegnere-imprenditore Gavino Docche e gestito fino al 31 dicembre scorso (per decisione del tribunale) dal figlio Fabio con la Real Effegì.

Investitori al lavoro. I due fondi di investimento si stanno già muovendo concretamente. Nel senso che stanno già lavorando alla manifestazione di interesse che dovranno presentare al Cipnes entro il 1 marzo, così come specificato sul sito online del Consorzio industriale nel quale l’ente annuncia ufficialmente la riacquisizione delle aree e delle strutture del Geovillage e la ricerca di nuovi investitori per la gestione e il rilancio dell’intero compendio. Resta invece alla finestra, per il momento, il fondo americano York capital management che si era fatto avanti un anno fa, con l’intenzione di acquisire il Geovillage utilizzando lo strumento del concordato fallimentare. Aveva già mosso i suoi passi in quella direzione ma l’operazione si era arenata per via del lockdown che aveva bloccato l’attività dei tribunali. A scoraggiare ulteriormente l’investitore Usa era sopraggiunta, poi, l’inchiesta della Procura di Tempio che indaga su una presunta turbativa d’asta che vede coinvolti i Docche, il direttore del Cipnes e il curatore fallimentare.

Il punto. L’inchiesta giudiziaria è ancora in corso. Nel frattempo la Real Effegì, ammessa dal tribunale fallimentare al concordato preventivo, ha presentato un piano di rientro del debito per scongiurare il fallimento e il 24 febbraio il collegio dei giudici scioglierà la riserva. Dal 31 dicembre, la società di Fabio Docche non gestisce più il Geovillage, essendo scaduto il contratto con cui il tribunale glielo aveva affidato, nel 2017, dopo il fallimento della società Sviluppo Olbia spa.

L’operazione del Cipnes. E a questo punto si inserisce la mossa del Cipnes. Che ha deciso di riprendersi aree e strutture del Geovillage che aveva ceduto a suo tempo alla Sviluppo Olbia, invitando gli imprenditori a presentare le manifestazioni di interesse. La riacquisizione, come hanno spiegato dal Consorzio industriale, è giustificata dal fallimento della Sviluppo Olbia e dalla scadenza della gestione da parte della Real Effegì e viene applicata in virtù dell’articolo 63 della legge numero 448 del 1998 («provvedimenti per favorire lo sviluppo industriale»). Il Cipnes espropriò quei terreni per pubblica utilità e poi li cedette in via agevolata alla società Sviluppo Olbia con una convenzione stipulata il 31 marzo 2000, col vincolo che venissero svolti servizi ricettivi, sportivi e altre iniziative imprenditoriali di utilità sociale. Ora il Consorzio industriale vuole ritornare in possesso dei beni individuando – lo farà attraverso un bando – un investitore che abbia una capacità economica e requisiti professionali tali da «assicurare una utile e solida gestione d’impresa». L’invito agli imprenditori a partecipare alla manifestazione di interesse ha già attirato l’attenzione di diversi soggetti, soprattutto società sportive che vorrebbero gestire gli impianti. Ma l’operazione è apparsa ghiotta a due importanti fondi di investimento, interessati a rilevare l’intero compendio costituito da albergo, campi da tennis, campi da basket e volley, centri benessere, bar, ristoranti e aree verdi. Investitori di prestigio che si sono già fatti avanti e che parteciperanno al bando.

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