Olbia, grandi cantieri e sicurezza: San Simplicio cambia volto
La nuova stazione ferroviaria sarà il motore della riqualificazione del rione storico. Il comitato di quartiere: «Bisogna intervenire sull’edilizia privata e sulla viabilità»
OLBIA. La nuova stazione prende forma. E il quartiere che si prepara ad accoglierla sogna adesso un futuro decisamente diverso. Il rione che ruota attorno alla basilica di San Simplicio vuole dire addio al degrado e punta a imboccare la stessa strada del centro storico, oggi un ordinato ed elegante gioiello di granito e fino a non troppi anni fa un luogo caratterizzato da disordine e case diroccate. «Quello di San Simplicio è un quartiere potenzialmente molto bello. Però bisogna intervenire sulle diverse criticità ed evitare che il degrado continui a portare degrado. Penso per esempio alle troppe case ormai diventate dei ruderi» commenta Gianfranco Sanna, tesoriere e uno dei fondatori del comitato del quartiere San Simplicio.
Stop al degrado. Negli ultimi tempi, nel rione, c’è un aspetto che però è in parte migliorato. E cioè quello relativo alla sicurezza, visto che per diversi anni i residenti della zona hanno dovuto fare i conti con risse, spaccio e prostituzione. «Tempo fa siamo andati a parlare anche con il prefetto e abbiamo creato un fronte comune con tutte le istituzioni. Rispetto al 2017 e al 2018 le cose vanno meglio, adesso ci sono più controlli» spiega Gianfranco Sanna. Resta però il problema delle abitazioni, quasi tutte particolarmente vecchie. Molte sono state ristrutturate, tante altre sono però fatiscenti. Non mancano i casi limite, cioè antiche case con le porte e le finestre murate e i tetti ormai crollati. «Servirebbe un ammodernamento totale del quartiere – continua Sanna -. Il centro storico, per esempio, qualche anno fa non era come si presenta invece adesso. Bisognerebbe fare la stessa cosa a San Simplicio e anche il Comune, quindi, dovrebbe spingere i proprietari a intervenire. Esistono anche delle misure e delle agevolazioni». E poi ci sono le strade, da sempre piene di buche, anche se da qualche giorno gli operai stanno passando l’asfalto dove in precedenza era stata installata la fibra ottica. I marciapiedi, invece, sono inesistenti o totalmente inutili.
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La rinascita. Non mancano poi gli stabili abbandonati e occupati. Come il grande palazzo delle ferrovie di via Vittorio Veneto, da troppi anni trasformato in un ricovero di fortuna da chi una casa neanche ce l’ha. «Purtroppo sono diverse le cose che non vanno. Ed è un vero peccato, perché il quartiere di San Simplicio è un po’ il nuovo centro. Con la costruzione della nuova stazione ferroviaria diventerà anche la nuova porta della città. Crediamo che il quartiere abbia tutte le carte in regola per diventare un luogo a misura di cittadino. Bisogna però lavorare sul bello e servirebbe un recupero di tipo urbanistico in grado di migliorare la vita di tutti» continua Gianfranco Sanna, tra i fondatori del comitato insieme ad Andrea Marrosu e Rossana Putzu, rispettivamente presidente e vicepresidente.
Il rinnovamento. Nato nel 2018 proprio per dare voce a una zona per troppo tempo abbandonata a se stessa, nonostante la presenza della basilica di San Simplicio con annessi piazza e museo sotterraneo, il comitato di quartiere tirerà presto le sue somme. «Il 2020 è stato un anno particolare per via del Covid. Abbiamo dovuto rallentare, ma la nostra attività non si è mai fermata – conclude Gianfranco Sanna -. Presto, comunque, ci rinnoveremo. L’obiettivo è quello di allargare la base e di coinvolgere sempre più persone. Sarà anche rinnovato il nostro direttivo».
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